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Domenica, 27 Novembre 2022
Cronaca

Corruzione, turbativa d'asta e falsità ideologica: una nuova inchiesta scuote la sanità dell'Umbria

Chiuse le indagini sull’affidamento dei servizi di pulizia e sanificazione, ricondizionamento di lenzuola e camici, forniture di apparecchiature medicali nel periodo dal 2014 al 2020

La procura della Repubblica di Perugia ha chiuso le indagini relative agli appalti delle aziende sanitarie e ospedaliera dell’Umbria per l'affidamento dei servizi di pulizia e sanificazione, “lavanolo” e ricondizionamento dei dispositivi tessili e di superfici antidecubito, forniture di apparecchiature medicali, nel periodo dal 2014 al 2020.

Le attività investigative sono state portate avanti dal nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Perugia, a partire dal 2020, mediante intercettazioni telefoniche, audizione di persone informate sui fatti, analisi di documentazione amministrativa, bancaria, contabile ed extra contabile, acquisita mediante specifiche richieste e rinvenuta nel corso di perquisizioni effettuate presso le stazioni appaltanti e le aziende pubbliche interessate.

La procura ha indagato 20 persone, tra dirigenti, amministratori, funzionari pubblici ed amministratori, dipendenti delle società coinvolte per le ipotesi di reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, turbata libertà degli incanti, inadempimento di contratti di pubbliche forniture, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale e falsità ideologica.

Avendo, inoltre, riscontrato l’assenza di modelli organizzativi, alle società appaltatrici, i cui soggetti apicali risultano indagati, è contestata l’ipotesi di illecito amministrativo dipendente da reato.

L’indagine si è sviluppata a corollario di quella che ha portato alla caduta della giunta regionale guidata da Catiuscia Marini e al procedimento per i presunti concorsi irregolari nella sanità regionale.

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