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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Cronaca

Liste d’attesa piene e ambulatori vuoti, lo “strano” caso della sanità a Terni e in Umbria

Settimane d’attesa per ottenere l’appuntamento per una visita, mentre nei centri salute e nei poliambulatori in città e nel resto della regione non c’è (quasi) nessuno. Ma se si paga…

Tre indizi, nei film gialli, di solito fanno una prova. Ora, qui nessuno è un detective, ma il “caso” da investigare è noto e annoso. A Terni, in Umbria e nel resto d’Italia. Si parla di sanità e liste d’attesa, “ferita” aperta e sanguinante, amplificata dalla pandemia che ha allungato a dismisura i tempi per richiedere e ottenere dalla sanità pubblica una visita specialistica o un esame di laboratorio. Si tratta, per il cuore verde d’Italia, di migliaia di prestazioni in coda. Ossia, di migliaia di utenti costretti a uno slalom fra prenotazioni e overbooking, che spesso spostano l’orizzonte molto, molto in avanti.

Il problema, però, è anche un altro. Se ne vocifera da un po’ e la gogna dei social non ha fatto che ingigantire il fenomeno. Quello degli ambulatori vuoti. Corridoi e laboratori di aziende sanitarie e centri salute che, a dispetto delle code chilometriche di utenti in attesa per un ecodoppler o un elettrocardiogramma, invece di essere quotidianamente affollati, sarebbero stranamente desolati. Possibile?

Speranzosi di essere smentiti – ma con dati alla mano - quello che riportiamo in queste poche righe è la somma di esperienze personali o di prossimità, dirette. Queste.

Primo caso: ecocardiogramma pediatrico. Non urgente, grazie a Dio. Però, insomma. La prenotazione attraverso il sistema del cup regionale dice che – rispetto al giorno della richiesta - la prima disponibilità utile sarebbe stata dopo venti minuti presso l’ospedale di Terni. Con tutta la buona volontà e nonostante il sistema non desse alternative, rimandiamo a tempi migliori. Qualche giorno dopo riproviamo: stavolta c’è posto, basta solo aspettare poco più di una settimana. Fissiamo l’appuntamento per un pomeriggio di metà dicembre presso gli ambulatori della Asl di via Bramante a Terni. Che però sono desolatamente vuoti. Ci sono medici e infermieri – disponibili e professionali, il tema non è la qualità del servizio – e una manciata di altri utenti. Ne avremo incrociati cinque o sei. Ma forse, era l’orario.

Secondo caso: due elettrocardiogrammi pediatrici. Sempre non urgenti. In questo caso, la lista d’attesa è più lunga. Alle prime richieste di prenotazione, non risultano posti disponibili, poi lo spazio arriva. Centro di salute di Magione, un mese dopo la richiesta, stavolta di prima mattina. Ci sta che per effettuare la visita si faccia più di qualche decina di chilometri: avere tutto sotto casa è anacronistico e finanziariamente insostenibile. Il problema non è questo, anche se non tutti hanno possibilità di muoversi agevolmente anche solo per un viaggio di una quarantina di minuti. La struttura è abbastanza vuota, pur essendo le nove e mezza del mattino, in fila al cup c’è una persona e davanti agli ambulatori (dalla cardiologia all’oculistica) ci sono sei o sette persone in tutto. Anche qui, più medici e infermieri – cortesi e professionali, come sempre – che utenti. E infatti, la visita in tutto va via in una mezz’ora.

Terzo caso. Persona over 70, operata al cuore da qualche mese che necessità di una visita cardiologica. Cerca attraverso il servizio sanitario di ottenere l’appuntamento, ma di posto non ce n’è. Prova, riprova, insiste, chiede. Ma niente. Le liste sono chiuse, al massimo può restare in attesa e aspettare la convocazione. “E se pago?”, la domanda. “Se vuole, anche oggi pomeriggio alle quattro”. Visita presa, niente più attese.

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