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Zona rossa, il “nodo” studenti: c’è la possibilità di spostamento. Ma a Sansepolcro le scuole sono vietate agli umbri

Lezioni a distanza per gli studenti della provincia di Perugia in una scuola aretina. Eppure, l’ultimo Dpcm garantisce la possibilità di spostamenti “necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza”

“Tutti gli studenti residenti in Umbria dovranno seguire le lezioni a distanza a causa della situazione Covid nella provincia di Perugia”. Così Claudio Tomoli, dirigente scolastico del liceo Città di Piero di Sansepolcro, provincia di Arezzo, in una comunicazione pubblicata sul sito web della scuola.

Aule “vietate” dunque da oggi - inizio della zona rossa in provincia di Perugia e in sei comuni del Ternano - per gli studenti umbri. Con un provvedimento che ha dato forma a quello che è stato uno degli interrogativi più ricorrenti nelle ore immediatamente successive all’ordinanza della Regione Umbria che istituiva le restrizioni da oggi - 8 febbraio - e per le prossime due settimane a causa degli alti indici di contagio da Coronavirus e del rischio che le varianti inglese e brasiliana compromettano ancora di più una situazione che, in alcuni territori, è già critica.

La nota del sindaco di Sansepolcro, Mauro Cornioli

“In seguito alle problematiche circa la frequenza di ragazzi provenienti dalla zona rossa istituita in Umbria nelle scuole di Sansepolcro, nel rispetto del diritto all'istruzione e del diritto alla salute si informa la cittadinanza e le famiglie che la questione travalica l'ambito e la competenza del Comune: è necessario che a livello regionale siano date indicazioni chiare. Ho personalmente contattato e scritto sia il Prefetto di Arezzo che al presidente della Regione Toscana perché ritengo indispensabile siano loro, come soggetti di livello superiore, a definire la questione. Appena sarà tutto definito, vi aggiornerò”.

Un provvedimento che però per qualcuno suona come una discriminazione. Soprattutto, se la situazione viene letta alla luce invece di quello che il Dpcm del 14 gennaio – quello che regola le limitazioni per contenere la diffusione del contagio – prevede proprio in tema di spostamenti e scuole.

“Quanto infine agli spostamenti degli studenti nei comuni oggeto delle limitazioi (...) che frequentano scuole in altre aree del territorio regionale ovvero di regioni limitrofe non oggetto di limitazioni, si rappresenta il contenuto del medesimo articolo (numero 3 del Dpcm 14 gennaio 2021, ndr) che al comma 4 lettera A consente gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita”.

Tanto è vero che, rispondendo a numerosi quesiti legati alla possibilità di spostamento di studenti di Amelia (zona rossa) verso le scuole di Narni, il sindaco Francesco De Rebbotti ha chiarito in merito alla “possibilità di spostamento”. A meno che, si deduce leggendo il dispositivo, la zona verso la quale ci si muove non sia, a sua volta, nella fascia di colore rosso.

La decisione assunta dalla scuola aretina viene definita come una “discriminazione vergognosa e insensata” dall’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, esponente della Lega.

“In Umbria, grazie ad un’ordinanza regionale - ha ricordato Marchetti - tutti gli studenti possono usufruire di tamponi gratuiti nelle farmacie, pertanto le famiglie ricevono il sostegno necessario da parte della Regione al fine di monitorare costantemente la salute dei propri figli. In Alto Tevere sono molti gli studenti che frequentano scuole a Sansepolcro – ha sottolineato Marchetti - e questi ragazzi hanno lo stesso diritto allo studio dei loro compagni di classe toscani. È assurdo che gli studenti umbri vengano emarginati - ha concluso l’onorevole Marchetti - Come Lega ci siamo già attivati per avere le dovute spiegazioni in merito a questa triste vicende e riteniamo opportuno un immediato passo indietro”.

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