Camici e risarcimenti, la “carica” degli infermieri: già più di 400 domande

Le richieste raccolte dalla Uil Fpl negli ospedali della provincia di Terni dopo la sentenza della Cassazione. Possibili rimborsi fino a 5mila euro

Sono già oltre 400 le richieste di risarcimento sottoscritte da infermieri e operatori socio sanitari (Oss) nei soli ospedali della provincia di Terni. La “carica” è stata avviata dalla sentenza della Corte di cassazione che, dopo dodici lunghi anni di battaglie, ha stabilito che il tempo necessario per la vestizione-svestizione degli operatori sanitari (infermieri, Oss e tecnici) va inserito nell’orario di lavoro e dunque deve essere retribuito.

LEGGI -  La sentenza della Corte di cassazione

Una battaglia cominciata nel 2007 dalla Uil Fpl relativa a quattro posizioni dell’ospedale di Orvieto ma che ha ben presto superato i confini provinciali e regionali. Oggi, questo diritto è riconosciuto dal contratto nazionale di lavoro ma non ha ancora portato al riconoscimento economico necessario.

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Riconoscimento che deve essere richiesto singolarmente da ogni lavoratore, per il quale dovrà essere ricostruita la “storia” professionale (orari, turni e così via). Per questo la Uil Fpl dallo scorso lunedì si è attivata presso tutte le strutture sanitarie umbre per cominciare a raccogliere le richieste di risarcimento. E fino a questo momento il riscontro è notevole. In linea di massima, ogni operatore sanitario potrebbe accedere a rimborsi fino ad un massimo di 5mila euro e testa, pari a mille euro per gli ultimi cinque anni. Fino a comporre un conto che rischia di essere particolarmente oneroso per le casse della sanità umbra. Sul territorio regionale fra infermieri e operatori sanitari, insistono circa cinquemila figure professionali. Alle quali vanno aggiunti gli Oss. Per questo i numeri potrebbero essere davvero importanti.

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