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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca

Terni, serata di tensione in carcere: “Un detenuto si è rifiutato di entrare in cella trascorrendo la notte sopra un frigo”

La denuncia del Sappe: “Una situazione di estremo disagio per l'agente di sezione che addirittura doveva vigilare due piani per la carenza di personale”

Una serata di tensione nella casa circondariale di vocabolo Sabbione. Il segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Fabrizio Bonino ripercorre quanto accaduto ieri, martedì 12 dicembre: “Ancora un grave fatto accaduto presso il carcere di Terni dove, un detenuto lavorante di origini tunisine recluso per furto e droga, riferiva alla Sorveglianza Generale di voler cambiare sezione. La motivazione? Gli mancava l'aria e al diniego del preposto si rifiutava di entrare in cella e passava la notte dormendo indisturbato sopra il frigo nel corridoio della sezione "lavoranti" della media sicurezza. Una situazione di estremo disagio per l'agente di sezione che addirittura doveva vigilare due piani per la carenza di personale più volte segnalata dal Sappe”.

“Sono stati momenti di grande tensione” denuncia il sindacalista del Sappe che rimarca come: “La situazione sia ad alto rischio. Inoltre, durante la notte un altro detenuto è stato accompagnato in infermeria per un malore e considerando che, specialmente nei turni notturni l'intero istituto è vigilato con un esiguo numero di poliziotti, si è operato ben al di sotto dei livelli minimi di sicurezza. Il Sappe chiede delucidazioni in merito all' accaduto a tutela di tutti i colleghi in servizio che ogni giorno mettono a repentaglio la propria vita a causa delle decisioni scellerate di chi è pagato per garantire la sicurezza e ci chiediamo fino a quando tutta questa violenza possa continuare senza un intervento delle autorità competenti utile a ripristinare la sicurezza dovuta a chi tutto il giorno, per dovere istituzionale, convive con questi soggetti dall’indole violenta che non accennano a rivedere i loro comportamenti aggressivi nei confronti delle Istituzioni, già perché il poliziotto penitenziario, che piaccia o meno, in quel contesto rappresenta lo Stato”.

Il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe Donato Capece rimarca che: “La situazione penitenziaria è sempre più critica. Nessuna indulgenza verso chi aggredisce i nostri poliziotti. In questo senso va nella giusta direzione il nuovo Decreto Sicurezza del Governo, là dove prevede proprio un inasprimento di pena per i detenuti che aggrediscono il personale di Polizia Penitenziaria durante la permanenza e l’espiazione di pena in carcere. Ora però vogliamo vedere i fatti – conclude - anche sul fronte delle annunciate espulsioni dei detenuti stranieri ristretti in Italia”. 

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