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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Settantamila “no vax” in Umbria, ecco chi è che non si è ancora vaccinato

Green pass, i dati aggiornati del Governo, la proposta: stabilire che la certificazione si ottiene solo attraverso l’inoculazione del vaccino o mobilitare esercito e protezione civile

Nella fascia d’età fra 20 e 59 anni in Umbria ci sono quasi 70mila “no vax” ossia persone che sono ancora in attesa di ricevere la prima dose o la dose unica di vaccino anti Covid19.

L’ufficio studi della Cgia di Mestre, associazione di artigiani e piccole imprese, ha elaborato i dati diffusi nelle ultime ore dal Governo e aggiornati alle 8.30 del 15 ottobre, ossia il giorno in cui è entrata in vigore l’obbligatorietà del green pass, la certificazione verde necessaria per accedere ai luoghi di lavoro. Dati in base ai quali l’associazione di categoria indica in due milioni le persone che in tutta Italia lunedì non potranno andare al lavoro e resteranno dunque senza retribuzione.

Per l’Umbria si tratta di 69.434 soggetti senza vaccino, pari al 16% della popolazione complessiva nella fascia d’età 20-59 anni (430.513 soggetti).

Sfogliando il report settimanale elaborato dalla presidenza del consiglio dei ministri sulle vaccinazioni contiene informazioni sull’andamento della campagna vaccinale in Italia, le persone senza vaccino in Umbria sono 19.140 fra 12 e 19 anni (30%), 11.773 fra 20 e 29 anni (15,03%), 16.121 fra 30 e 39 anni (17,5%), 20.031 fra 40 e 49 anni (16,19%), 17.552 fra 50 e 59 anni (12,87%), 10.305 fra 60 e 69 anni (9,15%), 7.167 fra 70 e 79 anni (7,34%) e 6.724 over 80 (7,82%).

Ad oggi, come riporta il bollettino sulla campagna vaccinale della Regione Umbria, le prenotazioni per la somministrazione di una dose di farmaco - ma comprensive di tutte le fasce d'età - sono a livello regionale 21.571.

“Dati puntuali sul numero di lavoratori non vaccinati – precisa comunque la Cgia di Mestre - non ce ne sono. Gli unici disponibili sono di fonte della presidenza del Consiglio e fotografano il numero di persone non ancora vaccinate all’8 ottobre scorso nella fascia di età tra i 20 e i 59 anni. Coorte che include la stragrande maggioranza dei lavoratori presenti nel Paese. Ovviamente tra queste persone sono inclusi anche i disoccupati e gli inattivi. La regione più ‘no vax’ è la Sicilia, la percentuale è pari al 24,3% ed è costituita da 625.565 persone non vaccinate. Seguono la Calabria con un tasso del 23,4% (226.745 non immunizzati), la Provincia Autonoma di Bolzano con il 22,7 % (63.570 non vaccinati), la Valle d’Aosta con il 21% (13.017) e le Marche con il 20,4% (156.724). Le situazioni più virtuose, invece, si riscontrano in Lombardia (14,3% di non vaccinati), nel Lazio (14,2%) e in Toscana (13,8%). Tra le 4 macro aree del Paese è il Sud a presentare il più alto numero di non vaccinati (2.143.769 pari al 20% del totale della popolazione tra i 20 e i 59 anni). In Italia, infine, i ‘no vax’ in età lavorativa sono 5.432.118, pari al 17,4% della coorte 20-59 anni”.

Infine, dall’associazione di categoria arriva una proposta per evitare che la mancanza di green pass paralizzi il sistema produttivo del Paese: “Il Governo ha due possibilità: stabilire che il green pass si ottiene solo attraverso l’inoculazione del vaccino, eliminando così il problema dell’impossibilità di fare i tamponi a tutti, o mobilitare l’esercito, la protezione civile o non sappiamo chi altro, affinché vengano diffuse su tutto il territorio nazionale delle unità mobili in grado di fare i test, garantendo così a tutti il diritto di conseguire, ancorché temporaneamente, il certificato verde”.  

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