Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Sgominata l'intera organizzazione che portò all'operazione "Alì Park". Terni era il laboratorio chimico per la lavorazione dell'eroina

Dopo i primi 10 arresti dei membri dell'organizzazione a seguito dell'operazione ternana "Alì Park" dello scorso settembre, altri arresti in giro per l'Italia

Eroina che viaggiava nei doppi fondi dei trolley attraverso un processo di plastificazione della sostanza, dal Pakistan, via Trieste per arrivare a Terni, città nella quale veniva rielaborata e riportata nel suo stato originale.

Era questa, in grande sintesi, la dinamica dello smercio internazionale di sostanze stupefacenti emersa dall'operazione antidroga internazionale "Alì Park" che portò i militari della Sezione Gruppo Operativo Antidroga - G.O.A. - del Nucleo Pef, in costante contatto con la Direzione Centrale Servizi Antidroga, all'individuazione e lo smembramento della costola ternana di una ben più ampia organizzazione operante in tutto il territorio italiano, a seguito della quale, nel settembre 2020, furono fermati e portati carcere 10 soggetti. 

Dopo Alì Park altri arresti

Ma, come ipotizzabile, le indagini sull'attività di spaccio internazionale non potevano che proseguire altrove. I finanzieri del G.i.c.o del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona, coordinati  dalla locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia infatti, hanno definitivamente concluso due anni di indagini, che nel tempo hanno portato all’arresto complessivo di 29 responsabili, 4 dei quali considerati i capi dell’organizzazione. Gli ultimi arresti nei giorni scorsi, a seguito di un'ordinanza del Gip di Ancona.

Le minuziose indagini, condotte dalle Fiamme gialle doriche anche attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche hanno consentito di ricostruire e risalire all’intera organizzazione, nonché d’individuare i soggetti di più elevato spessore criminale, che ricoprivano incarichi apicali nella gestione del traffico transnazionale di sostanze stupefacenti.

La "plastificazione" dell'eroina

Già a conclusione delle indagini dell'operazione ternana "Alì Park", gli inquirenti avevano illustrato un nuovo modus operandi per l'occultamento degli stupefacenti, che consisteva prima nello scioglimento della droga per poi solidifcarla nel materiale di gomma piuma utilizzato quale imbottitura dei trolley usati dai corrieri per i loro viaggi dal Pakistan all’Italia oppure, come accertato nel corso di un’operazione di sequestro eseguita a Trieste, nella struttura rigida stessa della valigia, mediante sofisticati procedimenti tecnologici.

La gomma piuma, poi, una volta arrivata in Italia, veniva lavorata, all’interno di appositi laboratori da alcuni sodali della banda criminale, per essere trasformata in eroina attraverso un particolare processo di trasformazione, che consisteva nel triturare, con specifiche apparecchiature, il poliuretano espanso elastico, setacciare il composto ricavato con l’ausilio di filtri e infine far bollire lentamente il prodotto ottenuto, al fine di ottenere la cristallizzazione della sostanza stupefacente che poi, nuovamente frullata, veniva, da ultimo, mescolata con le sostanze da taglio (in particolare la “mannite”).

La coda delle indagini

Nel corso delle attività d’indagine, sono stati denunciati complessivamente all’Autorità Giudiziaria per i reati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti 36 soggetti, di cui ben 25 tratti in arresto in flagranza di reato e 5 destinatari di ordinanza custodia cautelare e sono stati sottoposti a sequestro, in sei diverse regioni italiane (Marche, Umbria, Lazio, Sardegna, Lombardia e Friuli Venezia Giulia),  44 chilogrammi di eroina e 300 grammi di cocaina, per un valore complessivo sul mercato di oltre tre milioni di euro.

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