Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Terni, ore di follia e violenza nel carcere di Sabbione: “Detenuto tenta di aggredire un magistrato”. La ricostruzione

La denuncia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria e la ricostruzione degli ultimi episodi

Una escalation di violenza nel carcere di Sabbione. A raccontare gli ultimi episodi accaduti il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, per voce del segretario nazionale dell’Umbria Fabrizio Bonino: “Nel pomeriggio di sabato un detenuto campano, del circuito media sicurezza, ha aggredito il poliziotto di sezione per futili motivi. Poco dopo, nel locale dell'infermeria, un detenuto di origine nigeriana ha lanciato una bottiglia contro altri detenuti, magrebini e albanesi i quali hanno reagito, colpendo duramente il nigeriano, che si è salvato solo grazie all'intervento del poco personale di polizia in servizio”. 

Il sindacalista prosegue: “Domenica mattina all'apertura delle celle della sezione I Media sicurezza, un gruppo di magrebini ed italiani di origine campana sono entrati nella cella di un detenuto albanese sdraiato sul letto a dormire, percuotendolo per vendetta per i fatti accaduti il giorno precedente. L’uomo è stato poi inviato al pronto soccorso riportando lesioni sul viso e nel resto del corpo”. “Nel pomeriggio – aggiunge - ennesima rissa tra magrebini e detenuti di origine campana, con i detenuti del Nord Africa che hanno avuto la peggio con tagli profondi sul viso". 

Tuttavia il fatto più grave, spiega Fabrizio Bonino, è avvenuto nel corso della giornata di oggi, lunedì 24 giugno: “Un detenuto italiano ha tentato di aggredire un magistrato presente in carcere. Aggressione scongiurata per l’intervento dei poliziotti penitenziari, anche se sembra essere rimasto contuso il comandante di reparto”. La tentata aggressione sarebbe avvenuta tramite il manico di una forchetta di plastica, affilata ed occultata dal detenuto tra le dita della mano.

La denuncia del SAPPE dell’Umbria: “Questo è l'ennesimo week end che il poco personale ternano deve gestire. Da anni chiediamo almeno lo sfollamento con il Prap che ha fatto orecchie da mercante unitamente al Dap, con poco personale stanco e demotivato. Il sindacato ringrazia tutto il personale in servizio e quello richiamato fuori dal servizio che, nel loro giorno di riposo, invece di spenderlo con la propria famiglia sono corsi in aiuto ai pochi sventurati in servizio”.

Il commento di Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “Quel che sta succedendo nelle ultime settimane nelle carceri – tra suicidi, aggressioni, risse, evasioni - è di inaudita gravità ed è la conseguenza dello scellerato smantellamento delle politiche di sicurezza delle carceri, attuato nel passato. Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più e ha assoluta necessità di interventi urgenti. Sono anni che il SAPPE denuncia che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l’aver tolto le sentinelle della polizia penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza in organico di poliziotti penitenziari, il mancato finanziamento per i servizi antintrusione e anti-scavalcamento. Eppure la politica se n’è completamente fregata”.

Secondo Cepece: “Si riparta da questi gravi fatti caduti nel carcere di Terni per porre fine all’onda lunga dello smantellamento delle politiche di sicurezza dei penitenziari attuato nel passato. Smembrare la sicurezza interna delle carceri con vigilanza dinamica, regime aperto ed assenza di polizia penitenziaria ha infatti favorito inevitabilmente gli eventi critici, che sono costanti e continui”.

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