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Cronaca

“Bomba” carceri: “La situazione più critica è quella della casa circondariale di Terni”

Il procuratore generale Sergio Sottani in visita agli istituti penitenziari della regione, la situazione in città: ci sono cento detenuti in più e 45 agenti di polizia penitenziaria in meno. I “nodi”: droga, autolesionismo e ritardi del tribunale di sorveglianza

“Dai dati forniti in occasione degli incontri emerge che la situazione più critica dal punto di vista del numero dei reclusi è quella della casa circondariale di Terni, che a fronte di una capienza regolamentare di 416 posti letto ospita 510 detenuti, di cui 111 cittadini stranieri”.

È questo uno dei passaggi della nota diffusa dalla procura generale dell’Umbria al termine del giro di visite che hanno portato il procuratore generale, Sergio Sottani, nelle carceri della regione.

Terni, Orvieto, Spoleto e ieri Perugia: “Nell’incontro con le direzioni degli istituti e con rappresentanze della popolazione detenuta – spiega una nota diffusa dalla procura generale - si sono affrontate le tematiche della carenza di organico della polizia penitenziaria, del sovraffollamento dei ristretti e delle loro condizioni di detenzione oltre che delle attività rieducative e dei tempi di decisione del tribunale di sorveglianza”.

Dai dati forniti in occasione degli incontri emerge che la situazione più critica dal punto di vista del numero dei reclusi è quella della casa circondariale di Terni, che a fronte di una capienza regolamentare di 416 posti letto ospita 510 detenuti, di cui 111 cittadini stranieri. La casa di reclusione di Spoleto prevede 456 posti letto e ospita attualmente 458 ristretti (51 stranieri). La situazione della casa di reclusione di Orvieto è di 116 detenuti a fronte di 97 posti previsti (41 stranieri). La casa circondariale di Perugia ha una capienza regolamentare di 328 posti letto a fronte di 339 presenti (193 stranieri). Solo qui è presente la sezione femminile, con 51 donne detenute di cui 23 cittadine straniere.

“Nel corso degli incontri, il procuratore generale, richiamando l’articolo 27 della Costituzione che sottolinea la funzione rieducativa della pena – sottolinea la nota - ha evidenziato che per garantire questo e il rispetto della dignità del detenuto, anche attraverso attività finalizzate al reinserimento nella società, è indispensabile avere all’interno degli istituti penitenziari un numero di organico adeguato. Attualmente la situazione delle carceri umbre presenta invece una grave carenza di personale di polizia penitenziaria: la casa circondariale di Terni, dove sono previsti 241 agenti, ne ha attualmente effettivi 196. A Spoleto sono previsti 281 agenti, sono in servizio 237. Il carcere di Orvieto prevede 61 agenti, effettivi 48. Infine, nella casa circondariale di Perugia, sono previsti 248 poliziotti, sono in servizio solo 208. La grave carenza di personale rende quindi molto difficile garantire i servizi rieducativi e l’attività di vigilanza dei reclusi. Gli incontri infatti sono serviti anche ad affrontare i problemi della circolazione della droga all’interno degli istituti penitenziari, oltre che di cellulari e dei casi aggressione al personale, di autolesionismo, suicidi o tentato suicidio, i cui numeri anche in Umbria sono purtroppo preoccupanti”.

Fra i dati diffusi, anche quelli relativi allo “stato” detentivo della popolazione carceraria. A Terni, nel corso del 2023, si sono verificati 7 tentati suicidi e due suicidi, con 28 casi di autolesionismo e 5 aggressioni, sia fisiche che verbali, al personale di polizia penitenziaria. Nel carcere di Spoleto si sono avuti 8 tentati suicidi, 76 casi di autolesionismo e 13 aggressioni agli agenti. La situazione di Orvieto è di nessun tentato suicidio o suicidio, 3 casi di autolesionismo, nessuna aggressione alla polizia. Perugia nel corso di quest’anno ha avuto 9 tentati suicidi, 84 casi di autolesionismo e 28 aggressioni ai poliziotti.

Secondo la nota della procura, i detenuti hanno “sollevato con particolare vigore la criticità rappresentata dei ritardi nelle decisioni giudiziali del tribunale di sorveglianza. Il procuratore generale ha ricordato le iniziative adottate, anche dal presidente del tribunale di sorveglianza, per ridurre il problema e ha e ricordato le gravi carenze nell’organico del personale amministrativo dell’ufficio stesso”.

Infine, altro tema emerso dagli incontri, affrontato soprattutto da parte dei detenuti in regime di alta sicurezza, è quello del “mancato riconoscimento dei benefici chiesti a seguito della riforma dell’ergastolo ostativo e più in generale dei benefici introdotti con la riforma Cartabia. Il procuratore generale ha evidenziato come gli istituti di giustizia riparativa, sicuramente condivisibili nell’ispirazione di fondo e la riforma dell’ergastolo ostativo richiedono tuttavia un investimento da parte del ministero in termini di risorse e personale, in quanto le stesse novità hanno, per un verso, ulteriormente dilatato i tempi di decisione per l’aggravio della procedure amministrative e per l’aumento esponenziale di richieste di benefici e, dall’altro, non hanno comportato un’automatica concessione dei benefici in favore dei detenuti per gravi reati, in quanto l’attuale normativa impone una rigorosa valutazione della sussistenza dei presupposti necessari per ottenere i benefici richiesti”.

Il procuratore generale si è infine congratulato per le numerose attività portate avanti dai quattro istituti penitenziari della nostra regione, di cui l’attività teatrale con la messa in scena di alcune opere anche in occasione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, oltre che al Teatro Morlacchi di Perugia e in alcuni teatri dell’orvietano è solo una, anche se la più emblematica, delle iniziative intraprese.

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