Cronaca Orvieto

Violenza di genere, le donne adesso hanno un’arma in più

Il Club Soroptimist di Terni ha donato alla compagnia carabinieri di Orvieto un kit per la videoregistrazione delle denunce da parte delle vittime di violenza

Uno degli strascichi dell’emergenza sanitaria è stato l’incremento delle denunce per violenze consumate all’interno delle mura domestiche. Da una parte gli aguzzini, dall’altra le vittime. Le donne, vittime di abusi, minacce, ritorsioni, che adesso hanno un’arma in più.

Nella giornata di ieri, giovedì 23 settembre, presso l’Auditorium della Fondazione della Cassa di Risparmio di Orvieto, il Soroptimist International d’Italia Club di Terni, nell’ambito del protocollo nazionale stilato con il comando generale dell’Arma dei carabinieri, ha donato un kit per la videoregistrazione delle denunce e delle testimonianze delle vittime di violenza di genere.

Il protocollo d’intesa nazionale stipulato tra il comando generale dell’Arma ed il Soroptimist International d’ltalia, tra gli obiettivi si pone quello di realizzare appositi locali denominati “Una stanza tutta per sé” - che prendono il nome da un famoso saggio della scrittrice inglese Virginia Woolf - quale strumento di sostegno per donne vittime di violenza nei difficilissimi momenti in cui devono denunciare l’episodio, rivivendo così quel terrificante trauma. Su tutto il territorio nazionale, dal 2015 ad oggi, sono stati in totale 191 i kit donati e le “stanze tutte per sè” inaugurate presso le sedi di vari uffici di polizia.

Con il supporto del Soroptimist Club di Terni, il comando provinciale dei carabinieri di via Radice a Terni è già stato dotato di una sala dedicata all’ascolto delle vittime vulnerabili; la sala è allestita con un impianto di audio video registrazione e arredata con mobili studiati per renderla più accogliente e consentire l’escussione della vittima, sia essa minore o anche maggiorenne che si trovi in condizioni di particolare prostrazione e vulnerabilità, con l’ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile. Tale luogo permette agli investigatori di accogliere le vittime in un ambiente protetto e diverso dagli uffici di caserma, solitamente più austeri, con l’intenzione di agevolare l’empatia e l’ascolto nel pieno rispetto della dignità della sua persona.

IMG-20210924-WA0041-2Il kit donato ad Orvieto dal Club Soroptimist di Terni, che consiste in una valigetta contenente un personal computer dotato di telecamera e microfono particolarmente performanti, costituirà un valido ausilio per l’ascolto delle vittime di violenza o vittime vulnerabili, anche fuori dagli uffici della caserma, consentendo di cristallizzare la denuncia o la testimonianza delle stesse per i futuri utilizzi in sede processuale. Il kit è stato donato dalla dottoressa Alessandra Ascani, presidente del Club, nelle mani del maresciallo Sara Serafin e del carabinieri Sabrina Agresti, addette alla stazione carabinieri di Orvieto, alla presenza del comandante provinciale dell’Arma di Terni, colonnello Davide Milano e del comandante della compagnia di Orvieto, capitano Giuseppe Viviano, e delle autorità locali e provinciali, tra cui il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, ed il procuratore della Repubblica di Terni, Alberto Liguori.

L’iniziativa tesa a fornire un valido supporto alle attività di polizia giudiziaria svolte dalla compagnia carabinieri di Orvieto si colloca tra le varie iniziative poste in essere dall’Arma per la specializzazione del personale nella trattazione dei casi di violenza di genere a supporto e sostegno delle vittime.

Nell’ottica di fornire una risposta immediata ed efficace alle donne che si rivolgono ai vari presidi dell’Arma presenti sul territorio, rappresentando le difficili condizioni di vita familiare dovute spesso alla convivenza con i loro “aguzzini”, il comando generale dell’Arma, nell’ambito della creazione di una rete nazionale di monitoraggio sul fenomeno della volenza di genere, a livello periferico ha formato alcuni militari con competenze specifiche per l’ascolto ed il supporto delle vittime di violenza, mentre a livello centrale ha costituito la sezione atti persecutori all’interno del raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche.

Inoltre, al fine di fornire alle vittime ogni strumento utile alla fuoriuscita dalla violenza e talvolta addirittura alla “sopravvivenza”, le stesse vengono altresì indirizzate ai centri anti violenza presenti sul territorio che possono fornire gratuitamente assistenza legale, psicologica ed anche un sostegno logistico che tuteli l’incolumità delle vittime ed eventualmente dei anche dei figli attraverso il collocamento in case “rifugio” in località protette.

IMG-20210924-WA0039-2La cerimonia di donazione del kit è stata introdotta dall’intervento della madrina della serata, l’attrice e cantante Valeria Altobelli, che da tempo è coinvolta in iniziative per proteggere donne e bambini indifesi e vittime di violenza. È lei la fondatrice della Mission Onlus-NGO attraverso la quale è riuscita ad unire artisti, musicisti, parolieri e attivisti di rilievo, provenienti da ogni parte del mondo contro la violenza ed è stata sua l’iniziativa di riarrangiare in 23 lingue la canzone di Diane Warren I’m standing with you brano che tocca il cuore di tutte le donne e i bambini del mondo vittime di violenza e di abusi mentali e fisici.

A tale introduzione sono seguiti i saluti del colonnello Milano che ha ribadito l’impegno dell’Arma sul territorio provinciale e nazionale contro la violenza sulle donne in un contesto di imprescindibile collaborazione interistituzionale. La dottoressa Ascani ha offerto una panoramica dell’impegno sociale del club e dei progetti che le associate hanno portato avanti e realizzato sul territorio provinciale a sostegno delle donne nonché della proficua collaborazione sviluppata negli anni con i carabinieri.

Il sindaco di Orvieto ha fatto gli onori di casa esprimendo particolare riconoscenza per l’impegno quotidiano svolto dai carabinieri sul territorio e ringraziando il Club Soroptimist per aver scelto il territorio orvietano per la lodevole iniziativa.

Il procuratore Liguori è intervenuto esprimendo la sensibilità e l’impegno che la procura profonde nella trattazione dei casi di violenza di genere, sottolineando come già da prima dell’entrata in vigore del “codice rosso” i reati di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e violenza sessuale abbiano sempre avuto una corsia preferenziale ed un efficiente azione di contrasto con l’adozione di efficaci misure cautelari e precautelari personali.

L’evento è stato altresì arricchito da un approfondimento culturale organizzato da Ania, moderato dalla coordinatrice Maria Rosa Borsetti, ed incentrato sul tema della violenza di genere e che ha visto l’esibizione di importanti artisti di caratura nazionale ed internazionale.

Rino Abbate, accompagnato musicalmente dal fratello ha recitato il testo ‘O cunto ‘e palommella scritto da Massimo Abbate, Francesca Sorriento, giovanissima attrice e cantante di origini campane ha interpretato la canzone Mi fa paura scritta da Massimo Abbate ed ha recitato il monologo di Paola Cortellesi Sono solo parole. Infine la cantante orvietana Martina Maggi, accompagnata alla chitarra da Andrea Vincenti, ha interpretato la canzone Malo.

Tutte le esibizioni hanno consentito una riflessione sui diversi modi di reagire alla violenza da parte delle vittime, nella ferma consapevolezza che la richiesta di un aiuto da parte delle istituzioni sia l’unico modo per uscirne.

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