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Cronaca

Fiumi di coca per la Terni “bene” e un giro d’affari da migliaia di euro al mese: arrestati

Operazione antidroga “Mailbox” della polizia, in manette anche il gestore di un ristorante cittadino: i pusher lasciavano la “neve” della cassetta della posta dei clienti e davano agli spacciatori il pin del bancomat per regolare i conti

Fiumi di cocaina per la Terni “bene” per una clientela “fidelizzata” che riceveva la droga direttamente nella cassetta della posta di casa oppure in ufficio. Un sistema articolato e lucroso che – secondo la ricostruzione degli inquirenti – garantiva alla gang di pusher un giro d’affari da diverse migliaia di euro al mese.

Sono quattro le misure cautelari eseguiti nell’ambito dell’operazione antidroga “Mailbox”, portata a termine dagli investigatori della squadra mobile della polizia di Terni: le accuse, nei confronti di tre cittadini italiani e di un albanese, sono di detenzione e spaccio di sostanza stupefacenti. In tre sono finiti in carcere – come disposto dal gip del tribunale di Terni su richiesta della procura della Repubblica - mentre per il quarto (cittadino italiano) è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Gli arrestati - rintracciati all’alba di ieri con il supporto del reparto prevenzione crimine Umbria-Marche - sono due italiani, un 51enne e un 35enne, ed un albanese di 30 anni, tutti con precedenti per droga.

L’indagine è scaturita dall’arresto in flagranza di reato – era il 15 gennaio scorso - di un 35enne italiano trovato in possesso di 60 grammi di cocaina ma che, secondo gli inquirenti, era inserito in un più ampio contesto di spaccio di droga sul mercato locale. E infatti, dall’analisi del suo traffico telefonico erano stati registrati significativi contatti con i due italiani ora arrestati, uno dei quali gestore di fatto di un noto ristorante cittadino, entrambi già segnalati all’autorità giudiziaria per spaccio di droga.

I successivi elementi investigativi raccolti hanno confermato che i due gestivano in effetti lucrosi affari per diverse migliaia di euro al mese attraverso la cessione, in particolare, di sostanziosi quantitativi di cocaina sulla “piazza” ternana. Secondo gli agenti dell’antidroga, i due pusher erano riusciti a ritagliarsi una consistente clientela, anche nei ceti più elevati della città, completamente “fidelizzata”: in alcune occasioni addirittura il pagamento dello stupefacente non avveniva in contanti, ma i consumatori consegnavano direttamente la loro tessera bancomat con relativo pin allo spacciatore, che si recava fisicamente allo sportello bancario per prelevare le somme dovutegli. In altri casi, la droga veniva consegnata a domicilio, lasciando le dosi di cocaina nella cassetta della posta, oppure sul luogo di lavoro.

Tra i maggiori acquirenti dei due italiani, il citato cittadino albanese 30enne, con regolare permesso di soggiorno e precedenti per stupefacenti, che acquistava la droga per poi rivenderla sulla “piazza” di Narni. Tra i clienti più assidui di quest’ultimo, una donna di 48 anni, già denunciata nel maggio scorso dalla squadra mobile per possesso di diverse dosi di cocaina.

A completamento della filiera criminale, ricostruita dalla polizia di Stato ternana, tra fornitori, gestori e spacciatori, il terzo italiano coinvolto nell’operazione, già arrestato a maggio scorso, sempre da parte della squadra mobile, per possesso di 110 piante di marijuana che coltivava in un terreno di sua proprietà a Giuncano.

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