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I primi soccorsi alla stazione di Bologna

I primi soccorsi alla stazione di Bologna

Quella maledetta mancata coincidenza, così è morto Sergio Secci

Trentotto anni fa la strage alla stazione di Bologna dove perse la vita il giovane ternano assieme ad altre 84 persone

Sergio sarebbe dovuto scendere a Bologna e poi riprendere subito un treno, alle 8.18 di quel sabato 2 agosto del 1980, per andare a Bolzano. Ma il treno su cui viaggiava fece ritardo: perse la coincidenza e fu costretto ad aspettarne un altro. Che sarebbe dovuto partire alle 10.50. Venticinque minuti prima esplose un inferno di fuoco, macerie e polvere.

Trentotto anni fa la strategia delle bombe viveva uno dei momenti più drammatici ed oscuri con la strage alla stazione di Bologna: 85 morti, oltre 200 feriti e una scia di misteri e depistaggi che avvolgono gli esecutori materiali. Per quei fatti, in due diversi momenti, sono stati condannati Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini, tutti appartenenti alla galassia del terrorismo di estrema destra.

secci-2Tra le vittime, anche il giovane ternano Sergio Secci che quel giorno, proveniente da Forte dei Marmi, sarebbe dovuto transitare per Bologna in treno e poi proseguire verso Bolzano, dove aveva appuntamento con gli esponenti di un gruppo teatrale di Treviglio, il Teatro di ventura. Il ritardo lo costrinse a fermarsi più del dovuto e ad aspettare una coincidenza diversa, in partenza alle 10.50 dal binario ovest dello scalo bolognese. Quello doveva essere il suo ultimo impegno prima delle vacanze, che avrebbe trascorso in Calabria, in campeggio assieme agli amici.

Il lampo di fuoco della bomba lo travolse, senza però ucciderlo subito. Gravemente ferito, venne trasportato all’ospedale Maggiore di Bologna. Qui, per ricostruire la sua identità, i medici gli mostrarono dei foglietti con scritte delle lettere. Le facevano scorrere e quando arrivava quella giusta, Sergio faceva un cenno con il capo. Risalirono così al suo nome e al suo indirizzo. Pur in condizioni disperate, Sergio riuscì anche a chiedere che venisse avvisato il pare, Torquato, ma non la madre, Lidia, perché malata. Morirà dopo cinque giorni di agonia. Aveva 24 anni.

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