Strisce blu, scoppia la “bomba”: “Le multe sono tutte nulle”

La contestazione dell’associazione Codici: ci deve essere un rapporto di equilibrio tra parcheggi a pagamento e liberi e vogliamo vedere l’appalto del Comune a Terni Reti. Altrimenti le sanzioni non valgono

La miccia accesa dall’associazione Codici potrebbe far scoppiare una bomba atomica dentro i già traballanti conti del Comune di Terni. La contestazione è chiara: le multe emanata sui parcheggi a pagamento sono tutte nulle. I motivi sono questi.

L’associazione ha presentato un ricorso al giudice di pace contestando la validità di una sanzione amministrativa a carico di un automobilista ternano che ha incassato una multa sulle strisce blu cittadine. Nel documento - che si sviluppa per 30 pagine tra norme e riferimenti di giurisprudenza - si chiede a Palazzo Spada di produrre e così da poter verificare l’esistenza della necessaria mappatura che l’amministrazione comunale - così come previsto anche da una sentenza della Corte di cassazione - dovrebbe avere fatto dei parcheggi in città. E da questa mappatura dovrebbe emergere questo rapporto di equilibrio tra posteggi a pagamento e liberi. “Se a piazza Tacito - dice a titolo di esempio l’avvocato Massimo Longarini - ci sono cento spazi a pagamento, nelle immediate vicinanze ce ne devono essere altri, in un numero congruo, liberi”. Mancando questo rapporto, rischia di emergere un profilo di nullità.
Questo perché si violerebbe quanto previsto dall’articolo 7, comma 8, del Codice della strada: “Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tale obbligo non sussiste per le zone definite a norma dell’art. 3 ‘area pedonale’ e ‘zona a traffico limitato’, nonché per quelle definite ‘A’ dall'art. 2 del decreto del ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico”.   

Altro documento richiesto nelle more del ricorso è quello relativo all’appalto con cui Palazzo Spada ha affidato la gestione degli stalli di superficie a Terni Reti, “con riserva di valutarne la legittimità e l’efficacia”. “Fino al 2014 le gestione era in carico ad Atc”, dice Longarini. Poi il servizio è tornato al Comune per essere affidato alla società di gestione. “Ma vogliamo vedere i documenti”, sottolinea l’avvocato.

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Il ricorso è al momento pendente di fronte al giudice di pace di Terni, “ma siamo pronti ad arrivare fino al Tar se ce ne fosse bisogno – conclude Longarini - oltreché ad accogliere altre istanze da parte di chi volesse aderire”

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