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Cronaca

Soldi in cambio di "favori" in questura, in manette un agente di polizia a Terni

L’indagine dei colleghi coordinati dalla procura della Repubblica, l’uomo è accusato di estorsione: ora si trova agli arresti domiciliari

Un agente della polizia di Stato in servizio alla questura di Terni è finito agli arresti domiciliari su disposizione del giudice per le indagini preliminari del tribunale con l’accusa di estorsione.

A riportare la notizia è un servizio di Umbria24, secondo il quale il poliziotto – T. C. le sue iniziali – avrebbe chiesto soldi (soprattutto ad alcuni cittadini per lo più stranieri) promettendo in cambio una serie di “favori”.

Le accuse non farebbero riferimento alla sua specifica attività lavorativa (in via Antiochia l’agente si occuperebbe infatti della gestione delle macchine di servizio) e non è al momento chiaro se alle promesse sia – realmente – seguita la concessione dei promessi “favori”.

L’indagine – coordinata dalla procura della Repubblica di Terni – è andata avanti per alcuni mesi ed è stata effettuata dagli stessi colleghi del poliziotto finito in manette. Ad avviare l’inchiesta una denuncia presentata da una delle presunte vittime che avrebbe riferito agli inquirenti di avere consegnato diverse migliaia di euro all'uomo, senza ricevere in cambio alcun favore.

Il pubblico ministero titolare dell'inchiesta è Elena Neri, nella giornata di domani - 14 marzo - è in programma l'interrogatorio di garanzia di fronte al giudice Chiara Mastracchio.

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