Bimbo disabile, la replica della Asl: la famiglia non è mai stata lasciata sola

“Da tre mesi nessuna assistenza per mio figlio”, dopo la denuncia della mamma arriva l’intervento del professor Pasini: ci vedremo mercoledì prossimo per trovare una soluzione

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la replica del professor Augusto Pasini, coordinatore attività di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza della Usl Umbria 2, relativa all’articolo riportato da Terni Today che riporta la situazione in cui si trova la famiglia di un bimbo di due anni, disabile, che dall’inizio dell’emergenza Covid19 – come raccontato dalla mamma – si è trovato senza attività da parte del servizio della Asl di Terni.

Il minore cui si fa riferimento ha subito un intervento chirurgico in altra regione, dove è rimasto per il periodo post-operatorio (in merito a questo, la mamma del bambino precisa però che il piccolo è stato ricoverato presso la struttura Stella Maris di Pisa per 5 settimane per un percorso logopedico per la masticazione, ndr) ed è rientrato a Terni all’inizio della pandemia. L’attività di fisioterapia in presenza nel servizio di neuropsichiatria infantile non ha potuto essere ripresa. La disposizione del commissario straordinario dell’11 marzo è stata rispettata in quanto le caratteristiche cliniche del caso, la cui situazione è sempre stata controllata e seguita secondo le normative vigenti ed anche in ottemperanza alle linee guida nazionali emanate dalle società scientifiche competenti, da tutta l’equipe che lo ha in carico ed è stata monitorizzata anche dalle figure di coordinamento del comparto.

In particolare, il fisioterapista e la fisiatra infantile che seguono la famiglia sono sempre stati in contatto con la madre ed, in un’occasione, il fisioterapista, con i dovuti dispositivi, ha fatto visita alla famiglia per la regolazione degli ausili usati dal minore. La “mancanza di logopedista”, cui fa riferimento la signora, è in realtà la richiesta di presa in carico sul piano della dinamica nutrizionale. Il gruppo di lavoro interaziendale sui disturbi neuromotori ha già preso in carico tale questione perché a Terni, così come in quasi tutti i servizi, al momento non è disponibile una figura con tale qualifica professionale. Il piano per la riapertura del servizio di neuropsichiatria infantile di Terni è pronto da tempo e devono essere effettuate le necessarie ispezioni da parte degli organi competenti per la dovuta autorizzazione. Si confida di poter riaprire per la settimana prossima.

È importante sottolineare che la signora non è mai stata lasciata sola ma è sempre stata in contatto, anche attraverso i telefoni personali, con il fisioterapista che l’ha in cura e la comunicazione con i componenti dell’equipe è sempre stata buona finché, negli ultimi giorni, si è orientata ad esprimere le sue ragioni nel modo che è stato riportato dal giornale ed è anche stata fornita di documentazione aziendale che non ha interpretato correttamente.

Mi ha scritto una mail oggi, dopo che l’articolo era uscito e le ho fornito una risposta dettagliata, dandole anche un appuntamento, insieme a suo marito, per la prossima settimana (mercoledì, ndr). La signora ha ringraziato per la nostra disponibilità ed ha accettato l’appuntamento.

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