Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Terni, cocaina pura oltre l’80% e guadagni per 150mila euro al mese: ecco come si muoveva il “re dello spaccio”

La banda aveva la sua base operativa in strada del Cerqueto e riforniva tutte le piazze della città, arrivando fino a Rieti e Spoleto

Un provento di 150mila euro, cocaina spacciata con un grado di purezza superiore all’80 per cento e la base operativa in strada del Cerqueto. Questi i dettagli dell’operazione dei carabinieri di Terni, durata un anno che ha permesso di smantellare una banda specializzata nello spaccio di cocaina. Dieci le persone in carcere (4 cittadini albanesi, 2 romeni e 4 italiani) di età compresa tra i 30 e i 60 anni e due persone indagate. 
Le fasi dell’indagine sono state illustrate nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al comando provinciale dei carabinieri di via Radice a Terni, alla presenza di Andrea Claudiani (procuratore facente funzione a Terni), Marco Stramaglia (sostituto procuratore) del comandante del nucleo investigativo dell’Arma, Antonio De Rosa, e del maggiore Marco Ruffini. 
Il modus operandi della banda prevedeva l’utilizzo da parte del principale indiziato della casa in strada del Cerqueto come base di stoccaggio della cocaina prima del passaggio ai vari collaboratori per lo spaccio nel territorio. Un giro da 150mila euro al mese, per diversi chili di cocaina venduti, con lo stato di purezza della droga (rilevato dopo analisi accurata) oltre l’80%. Le zone dello spaccio spaziavano dalla principali piazze di Terni, comprese anche quelle della movida, fino al territorio reatino e spoletino. 
La cocaina giungeva in città in voluminosi panetti da un chilogrammo, venendo poi occultata sotterrandola accanto ad alberi nella zona di campagna limitrofa alla base operativa. Tra le dieci persone sottoposte a custodia cautelare in carcere (4 di nazionalità albanese, 2 di nazionalità romena e 4 di nazionalità italiana) c’è anche una donna identificata come la compagna del “re dello spaccio”, portata nel carcere di Perugia. 
Ancora al vaglio la zona di provenienza della cocaina, con due piste principali seguite per adesso che portano a Parma e Roma. Diversificata anche la rete di clienti, che spaziano dai più giovani a persone in fascia adulta, mentre durante le operazioni d’indagine i cinquanta militari impiegati hanno utilizzato strumenti come intercettazioni telefoniche, ambientali e videoriprese a distanza. In un’occasione è stata anche sequestrata una somma di 15mila in contanti, proventi dell’attività di spaccio.
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