Oncoematologia, il comitato smorza gli entusiasmi: ancora nessun accordo per lo spostamento

Ospedale, la struttura dovrebbe essere trasferita negli spazi di medicina nucleare. Ma pazienti e famigliari rilanciano: meglio l’area al terzo piano dove si trova oculistica

Mai gioire prima del tempo. Il comitato civico pro Oncoematologia smorza gli entusiasmi dell’azienda ospedaliera sul prossimo trasferimento del reparto all’interno del Santa Maria: “Non c’è alcun accordo”, taglia secco. 

La questione riguarda l’ormai atavico progetto che prevede lo spostamento della struttura di Oncoematologia all’interno del complesso ospedaliero, negli spazi attualmente occupati dalla medicina nucleare che sarà prossimamente trasferita. Una soluzione, il trasferimento, che il comitato di fatto attendeva da tempo e che ha supportato anche con numerose battaglie, con tanto di mobilitazioni di pazienti e raccolte di firme. A fine gennaio poi la notizia dello spostamento firmata dalla direzione dell’azienda ospedaliera e accompagnata da toni trionfalistici: “Il progetto per la collocazione della struttura - si leggeva nella nota diramata dal Santa Maria - è stato presentato dal direttore sanitario Sandro Fratini ed è stato accettato e valutato positivamente anche dai rappresentanti del comitato pro Oncoematologia”.

Ma ora il comitato getta acqua sul fuoco e preferisce rimanere cauto: “Pochi giorni fa - si legge in un comunicato del comitato in questione - è avvenuto un incontro tra il comitato civico a sostegno della Oncoematologia e il direttore sanitario Fratini il quale ha presentato una proposta di collocazione della struttura di Oncoematologia all’interno dell’edificio ospedaliero che per la prima volta, in apparenza sembrerebbe praticabile. Il comitato la sta esaminando e valutando, ma al momento non esiste ancora alcun accordo né un documento firmato tra le parti che faccia da base per una delibera, espressione di volontà della direzione aziendale che impegni ogni direttore pro-tempore e che venga sottoposta all’approvazione anche dell’assessore regionale alla Sanità”.

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Dunque non è tutto oro quello che luccica. Le problematiche con le quali devono fare i conti i pazienti sono bene note: il reparto per adesso è collocato all’esterno del plesso ospedaliero, dunque chi lo frequenta deve uscire all’esterno per ogni esame o accertamento. Inoltre, come ha evidenziato più volte il comitato, la struttura non è idonea a ospitare il grande afflusso sia nella sala d’aspetto sia, fatto che nei locali in cui vengono svolte le chemioterapie. Sulla questione si era chiaramente espresso a novembre scorso il presidente del comitato, Maurizio Cecconelli: “L’azienda ospedaliera – aveva detto - propone di spostare il reparto al piano -1 del corpo centrale dell’ospedale, dove ora si trova medicina nucleare. Una soluzione che non vediamo di buon occhio. La nostra proposta, invece, è quella di spostare il reparto al terzo piano, dove ora si trova la struttura di oculistica”. Dunque il trasferimento si farà, ma a quanto pare il comitato non sembra vedere di buon occhio la collocazione al piano interrato. Si riuscirà a trovare un accordo? Vedremo. Intanto il comitato valuta. Nei prossimi giorni ci dovrebbe essere uno scambio di opinioni tra lo stesso comitato e la direzione ospedaliera.

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