Consiglieri e assessori "morosi”, dieci indagati

Inviati gli avvisi di conclusione delle indagini, la procura di Terni ha contestato il falso ideologico per le dichiarazioni rese nell'autocertificazione di accettazione dell’elezione

Il Comune di Terni

Falso ideologico. Questa l'accusa contestata dalla procura di Terni che in queste ore ha inviato gli avvisi di conclusione delle indagini  a consiglieri comunali e assessori per la vicenda delle dichiarazioni rese al momento dell'accettazione dell'elezione a palazzo Spada. Nel modulo avevano infatti dichiarato di non avere debiti o pendenze con l'amministrazione comunale - causa di incompatibilità - mentre poi, come noto, per undici consiglieri erano emerse morosità dall'istruttoria avviata dal segretario generale del Comune, Giuseppe Aronica. Nell’atto si fanno i nomi di nove consiglieri, otto di maggioranza (Federico Brizi, Emanuele Fiorini, Giulia Silvani, Maurizio Cecconelli, Michele Rossi, Francesco Ferranti, Monia Santini e l'ormai ex consigliere decaduto Raffaello Federighi) e uno di opposizione (Luca Simonetti del M5S), e un assessore, Sonia Bertocco, che sarebbe finita nell’indagine per aver dichiarato di non avere altri incarichi pubblici mentre era ancora amministratrice di Aman. Non ci sono, o almeno non ancora, quelli degli altri due assessori Elena Proietti e Valeria Alessandrini. Tutti legittimamente in carica dopo aver sanato le pendenze. 

Alcuni dei consiglieri hanno già ricevuto la chiamata dalla polizia per andare a ritirare gli atti mentre dalla procura è partita la pec all'avvocato di ufficio nominato che ora i singoli indagati avranno la facoltà di cambiare nominando un legale di propria fiducia. Il reato contestato è quello più lieve tra le ipotesi contemplate dal codice penale, ovvero il falso ideologico in atto pubblico commesso da privato in quanto al momento della firma dell'accettazione dell'elezione i consiglieri in questione non erano ancora formalmente tali e quindi non ancora pubblici ufficiali. In base al codice la pena prevista per l'articolo 483 è la reclusione fino a due anni.  

L'indagine - affidata al pm Raffaele Iannella - era partita dopo l'esposto presentato dal consigliere comunale del Pd, Valdimiro Orsini, che aveva messo nel mirino anche l'operato del segretario Aronica. Su questo aspetto tuttavia sono ancora attesi sviluppi. 

Le opposizioni: maggioranza inaffidabile

"Prendiamo atto - commentano i consiglieri di Terni Immagina, Pd e Senso civico - che la maggioranza aveva promesso un cambiamento ma dopo poco piu di due mesi dall'insediamento, ieri il consigliere Federighi è decaduto per precedenti giudiziari e oggi apprendiamo che gran parte dei consiglieri che sostengono l'attuale amministrazione e un assessore risulterebbero indagati per falsità in atto pubblico. Verificheranno gli inquirenti la sussistenza o meno del reato, conseguente a dichiarazioni non corrispondenti al vero in sede di autocertificazione delle pendenze tributarie e dei precedenti penali. Noi ci limitiamo a denunciare la gravità politica dell'accaduto. Non possiamo infatti sottrarci dal nostro dovere, che è quello di domandare alla città come sia possibile continuare a ritenere affidabile questa maggioranza, composta da consiglieri la cui parola, fatti i dovuti distinguo, non è credibile. La prima qualità che deve possedere un politico e un buon amministratore è che la sua parola sia veritiera. Oggi sappiamo che le parole che questa maggioranza pronuncia potrebbero costituire addirittura una falsità in atto pubblico".

La Lega: un atto dovuto, consiglieri onesti

"Si tratta di un atto dovuto in quanto le indagini coinvolgono situazioni diverse che meritano compiuto e distinto approfondimento", afferma il capogruppo della Lega a palazzo Spada, Cristiano Ceccotti. "Per quanto riguarda le posizioni che interessano i consiglieri della Lega - aggiunge - si rileva che si tratta di tutte ipotesi di mera dimenticanza che privano di rilevanza penale le dichiarazioni. Esprimiamo piena fiducia nella magistratura che non mancherà di rilevare la buona fede e l’onestà dei consiglieri". 

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Anche da Forza Italia parlano di "atto dovuto" e confidano nell'operato della magistratura. "Le posizioni che interessano i consiglieri di Forza Italia, che prendono le mosse da fatti che gli interessati non tarderanno a precisare - affermano congiuntamente il capogruppo a palazzo Spada, Lucia Dominici e il coordinatore provinciale di FI Stefano Fatale - siamo convinti che la magistratura non mancherà di rilevare la buona fede e l’onestà degli stessi".

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