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Lunedì, 4 Marzo 2024
Cronaca

Terni, detenuto si toglie la vita in carcere: “Ennesimo dramma in un momento di piena emergenza”

L’uomo aveva 46 anni. Il Sappe: “Servono soluzioni per evitare questi gesti estremi”

Un detenuto di 46 anni si è tolto la vita nel carcere di Terni. Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del Sappe, spiega che “verso le 10.30,  nel carcere di Terni, si è consumato un nuovo dramma che vede il suicidio di un detenuto – ristretto per tentata rapina, poi inviato ai domiciliari e poi di nuovo in carcere per violenze in famiglia, albanese, anni 46 - nella propria cella. L’uomo è stato trovato impiccato e sono stati inutili i tentativi di soccorso da parte dei sanitari e del personale di polizia penitenziaria”.

“Il suicidio è sicuramente un evento imprevedibile - continua Bonino - pertanto se una persona decide di suicidarsi prima o poi troverà il modo di farlo. Il problema è preventivo, non successivo.  Con il passaggio della sanità penitenziaria alle Regioni, la situazione è purtroppo estremamente peggiorata. La carenza di operatori sanitari, psicologi e psichiatri è il punto cruciale della questione”. 

“È fondamentale - afferma Donato Capece, segretario generale del Sappe - dare corso a riforme davvero strutturali nel sistema penitenziario e dell’esecuzione della pena nazionale, a cominciare dall’espulsione dei detenuti stranieri, specie quelli – e sono sempre di più – che, ristretti in carceri italiani, si rendono protagonisti di eventi critici e di violenza durante la detenzione. A tutto questo si aggiunge la gravissima carenza di poliziotti penitenziari”. 

“Il Sarap - afferma Roberto Esposito, segretario generale aggiunto - continua a far sentire la propria voce a tutela della prima linea. Non si può spiegare la delusione che si prova oggi alla casa circondariale di Terni dopo l'evento critico che è accaduto. Il Sarap - continua - giorno dopo giorno si batte per ridare quella giusta dignità spettante ad un Corpo che stanno tentando di screditare facendogli perdere  quella credibilità che ha conquistato nei secoli. Piena solidarietà al personale che si è trovato a vivere questo disaggio ancora una volta, senza ricevere le giuste attenzioni dà parte di un’amministrazione sempre più assente a livello periferico”. 

“Oggi un altro suicidio nel carcere di Sabbione - dichiara Walter Verini, segretario della commissione giustizia e capogruppo Pd in antimafia - che avevamo visitato di nuovo tre settimane fa con una delegazione del Pd ternano denunciando per l'ennesima volta lo stato insopportabile e pericoloso del sovraffollamento, della grave mancanza di organici della polizia penitenziaria, alla cui voce di denuncia uniamo una volta di più la nostra. Ne avevamo anche parlato proprio la scorsa settimana direttamente con il ministro Nordio e in aula, sottolineandogli l'urgenza di risposte immediate. Niente. Terni è una delle situazioni più delicate tra le carceri italiane che scoppiano, dove i suicidi sono tremende notizie quotidiane. Dove si registrano ancora perfino  episodi di tortura ai danni di detenuti, come a Reggio Emilia, su cui come Pd chiediamo piena luce e rigore. Anche sulle carceri questo governo è colpevolmente responsabile, con l'aggravante della presenza di sottosegretari  inadatti e privi di senso dello Stato, come Delmastro delle Vedove. Ma ogni ulteriore ritardo è irresponsabile. Se Meloni e Nordio non vogliono ascoltare il Pd, ascoltino gli appelli del presidente Mattarella”. 

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