Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

Provincia di Terni, due quintali di pesce in salvo nel fiume Paglia e nel Velino

Intervento congiunto della polizia provinciale con l’aiuto della Regione

Circa due quintali di pesce in salvo nel fiume Paglia, a Orvieto, e nel Velino. Operazione congiunta della  Nel corso delle attività di controllo su tutto il territorio, la Polizia provinciale ha verificato due situazioni in cui vi erano importanti quantità di fauna ittica in pericolo ed ha attivato tempestivamente le procedure e le segnalazioni per la loro messa in sicurezza, in particolare sul fiume Paglia ad Orvieto e sul fiume Velino in Valnerina. 

A Orvieto il salvataggio ha riguardato circa 2 quintali di pesce ad opera di personale della Regione Umbria che si è attivata dopo segnalazione degli operatori della Polizia provinciale il cui distaccamento orvietano ha fattivamente collaborato con la Regione insieme alle Guardie Ittiche Volontarie dell’Associazione Fipsas.

“L’attività - si legge nella nota - si è resa urgente a causa delle conseguenze di alcuni lavori autorizzati all’interno dell’alveo unitamente alla carenza di acqua nel fiume, considerato il periodo stagionale. Tali condizioni avevano creato una pozza all’interno della quale erano rimasti isolati carpe, barbi e cavedani, i quali, se lasciati in quel luogo, sarebbero entrati in sofferenza fino alla morte. Per questo, previa segnalazione e richiesta della Polizia provinciale, la Regione ha emesso un’apposita ordinanza per svolgere l’attività di recupero delle specie e di reintroduzione in un altro tratto del fiume con acque in scorrimento”.

Secondo intervento in Valnerina. “Anche quest’anno - continua la nota - la Polizia provinciale ha collaborato con la Regione nel salvataggio di un gran numero di esemplari che periodicamente si ammassa in corrispondenza di alcune griglie idrauliche in località Campacci di Marmore. Concentrandosi in quella zona il pesce, a sua insaputa, finisce, se non rimosso, per trovarsi in grande difficoltà fino a rischiare la morte. L’attività è consistita, come di consueto, nel prelievo delle anguille con una particolare rete e nel successivo trasporto e reimmissione nel lago di Piediluco. Le operazioni autorizzate dalla Regione sono state svolte da una ditta specializzata sotto la supervisione della Polizia provinciale del comando di Terni e dei veterinari Asl Umbria 2”. 

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