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Gatto rubato, Martino è tornato a casa: il “giallo” della ricompensa

Il racconto del padrone: sono stato contattato e mi è stato chiesto di lasciare l’auto aperta nel parcheggio dove ero stato aggredito. Hanno lasciato l’animale nella vettura

Lieto fine per la storia del gatto che era stato rubato al suo padrone Martin Sefranka, aggredito e rapinato la sera del 29 gennaio. Martin è molto legato a questo gatto che ha chiamato con il suo stesso nome “Martino”, per lui, come ha spiegato, Martino è come un figlio. Appelli accorati sui social per chiedere aiuto, Martin era arrivato anche a promettere una lauta ricompensa a chi gli avesse restituito il micio.

Poi è stato contattato da gente a lui sconosciuta: “Mi hanno detto che avevano il mio gatto – dice – e che me lo avrebbero ridato. Ho parcheggiato la mia auto aperta dove mi avevano preso il gatto, vicino palazzo Spada. Loro me lo hanno lasciato all’interno del veicolo, poi sono andati via e ho potuto riabbracciare il mio Martino”.

Martin smentisce pagamenti in denaro. “Per me questo gatto è tutto - spiega - spesso me lo porto dietro, mi segue ovunque, è più di una persona”.

Martino è un gatto molto pregiato, razza Scottish, con pedigree, ma il valore economico per Martin non conta. La sera del 29 gennaio era stato aggredito alle spalle e rapinato della borsa dove aveva riposto il micio. Da lì annunci dietro annunci che evidentemente sono andati a buon fine. “Ora – conclude - voglio solo dimenticare tutta questa brutta storia”.

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