Terni, la preside sospende e blocca lo stipendio a un docente. Il giudice annulla il provvedimento

Il docente si era rifiutato di mettere una firma sul foglio presenze. La dirigente lo sospende e gli blocca lo stipendio. Il giudice del lavoro annulla il provvedimento.

Il giudice del lavoro di Terni, Michela Francorsi, ha accolto il ricorso di un professore dell' ITT “Allievi-Sangallo” di Terni contro la dirigente scolastica che lo aveva sospeso dal servizio e bloccato lo stipendio, disponendo un'ammenda di 2.300 euro. Una vicenda curiosa ma che farà giurisprudenza nei rapporti lavorativi fra docenti e dirigenti scolastici. 

Nei fatti, il docente era stato sospeso due giorni dal servizio e dallo stipendio dal dirigente scolastico perché dopo aver firmato il registro di classe sii rifiutava di siglare una seconda firma in un foglio presenze, ritenuta - dal docente - illegittima e vessatoria. Per questo motivo, la dirigente scolastica decise di sospendere lo stipendio al docente.

La sentenza sancisce l’illegittimità della sospensione in quanto non è nelle facoltà dei dirigenti, anche dopo il decreto “Madia”, infliggere delle sanzioni disciplinari oltre la censura scritta. Quindi i presidi non possono sospendere dal servizio e bloccare lo stipendio ai docenti. In particolare la Giudice afferma che " Deve ritenersi fondata l’eccepita nullità della sanzione disciplinare per incompetenza del dirigente scolastico ad irrogare sospensione.".

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Una vittoria sostenuta dal sindacato COBAS di Terni, che in una nota parla di "Un successo a tutto tondo per i docenti della scuola pubblica, per la libertà di insegnamento e per il carattere democratico della scuola. Una sentenza che, di fatto, spunta l'arma della ritorsione e del ricatto disciplinare dei presidi “sceriffo” contro i docenti che rafforza le battaglie per una scuola comunità-educante collegiale, dove possano convivere e si confrontino democraticamente e senza minacce di rappresaglia disciplinare diverse pratiche educative e relazionali".

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