Neonato abbandonato, il gip: "La mamma ha agito con freddezza e crudeltà"

Nell'ordinanza di arresto il giudice traccia un profilo inquietante della giovane madre: "Non era indigente, poteva contare su una famiglia allargata, ha nascosto tutto a tutti"

Il ritrovamento del neonato morto

Fredda, lucida, crudele. Le tenere foto che la ritraggono sul suo profilo Facebook insieme alla figlia di due anni stridono in maniera violenta e inquietante con il profilo che traccia il gip del tribunale di Terni, Natalia Giubilei, di Giorgia, la 27enne madre ternana da ieri in carcere con l'accusa di omicidio volontario per aver abbandonato e ucciso il secondo figlio appena nato.

Il RITRATTO - Dai sogni all'abisso, il corto circuito di una madre che si trasforma in assassina

Nelle pagine dell'ordinanze con cui è stata decisa e applicata la misura, il giudice parla di "freddezza e lucidità nel commettere la sua azione omicidiaria". Per il tribunale, si legge nel documento, "non sussiste l'infanticidio e soprattutto lo stato di abbandono" perchè in realtà la giovane "non era in una condizione di indigenza potendo contare su una famiglia allargata che gli faceva regalie e la metteva nelle condizioni di avere un minimo sostentamento anche per il secondo figlio". Per questo il gip, sposando la tesi della procura di Terni, ha riformulato la prima contestazione, ovvero l'infanticidio in stato di abbandono morale e materiale, modificando il capo di accusa in omicidio volonario aggravato dal fatto di aver commesso il fatto ai danni di un discendente non credendo di fatto alla storia della donna "che ha agito con crudeltà cercando di occultare la propria azione a tutto e tutti". Nell'ordinanza non si parla di premeditazione probabilmente per il fatto che l'aggravante sostanziale era quella di aver ucciso il figlio. 

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L'ACCUSA - Perché rischia l'ergastolo 

L'interrogatorio in carcere della donna, rinchiusa nel carcere femminile di Capanne a Perugia, dovrebbe tenersi tra domani e venerdì. Questa mattina la giovane ha avuto un colloquio con il suo legale difensore, l'avvocato Alessio Pressi, che l'ha trovata provata dalla vicenda e dalla prima notte trascorsa in cella e soprattutto preoccupata per la figlia di due anni. 

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