“Depressa e autolesionista”, “No, cinica e fredda”: scontro in Appello per Giorgia

Neonato morto, depositate le motivazioni della sentenza di condanna a 16 anni di carcere. Gli avvocati della mamma puntano alla derubricazione del reato: “Voleva lasciare il bimbo in un posto visibile e transitato

Si andrà alla Corte d’Appello per il caso di Gorgia Guglielmi, la donna accusata dell’omicidio del suo neonato abbandonato al parcheggio dell’Eurospin di Borgo Rivo nell’estate 2018.

Né infanticidio né preterintezionalità: queste sono le motivazioni che hanno portato, lo scorso ottobre, il giudice del tribunale di Terni ad emettere la condanna in primo grado a 16 anni per omicidio volontario aggravato nei confronti di Giorgia oggi trentenne. Il gip ha depositato le motivazioni della sentenza nei giorni scorsi. La difesa della donna ha presentato ricorso in Corte d’Assise d’appello. Gli avvocati Alessio Pressi e Attilio Biancifiori, infatti, puntano alla derubricazione del reato, per l’appunto in omicidio preterintenzionale e in infanticidio in condizioni di abbandono morale e materiale.

Al momento la data dell’udienza non c’è, con tanto di termini sospesi, dal momento che l’emergenza dettata dal Covid 19 ha bloccato tutto. “Ci auguriamo – puntualizza l’avvocato Pressi -  che la Corte d’Assise d’appello riconosca quanto anche espresso dallo stesso Ctu, il consulente del giudice, che ha dichiarato come la donna soffrisse di depressione e fosse stata soggetta a gesti di autolesionismo”.

Interpretazione rigida e stretta, al contrario, da parte del giudice che ha sempre sostenuto la tesi precisa della volontà di Giorgia di ‘disfarsi’ del bambino, forte di una personalità, è stato detto, fredda e cinica. Il giudice inoltre ha ritenuto sussistente l’ipotesi di omicidio volontario, reputando equivalenti le attenuanti generiche e l’aggravante contestata, decurtando poi di un terzo la pena in ragione del rito abbreviato che era stato seguito.

Ma i legali della donna continuano la loro battaglia: il suo reale obiettivo, a loro dire, sarebbe stato quello di abbandonare il piccolo in un luogo visibile e transitato, nella speranza che qualcuno potesse prendersi cura di lui. Nel frattempo Giorgia si trova in una casa di accoglienza nella zona di Roma e da poco, su richiesta dei legali, ha ottenuto dal tribunale dei Minorenni la possibilità di rivedere l’altra figlia che oggi ha 4 anni.

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