Offese al vigile urbano, tremila euro per evitare il processo

Il ternano pagherà 1.500 euro all’agente e altrettanti per il “danno subito dall’Ente”. Distrusse panchina in piazza della Repubblica: oltre 2.000 euro di risarcimento

Un momento di rabbia può costare caro. Ma anche una distrazione. Ne sanno qualcosa i due ternani costretti a risarcire Palazzo Spada – ma non solo – per una offesa a pubblico ufficiale e per avere distrutto una panchina in piazza della Repubblica.

Il primo è protagonista di un procedimento penale aperto dinanzi al tribunale di Terni per avere violato l’articolo 341-bis del codice penale. Quello che, appunto, parla di “offesa a pubblico ufficiale”. Lo stesso articolo prevede che “ove l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto”. Insomma, piuttosto che finire sotto processo per un “vaffa…” scappato mentre il vigile stava compilando una multa, il ternano ha preferito sborsare 1.500 euro come “offerta di riparazione del danno” nei confronti dell’agente insultato. La stessa cifra è stata destinata come risarcimento per l’Ente.

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Ammonta invece a poco più di 2.000 euro (2.009,15 euro, per la precisione) il rimborso relativo all’incidente che lo scorso 7 maggio è stato provocato da un ternano che ha distrutto una delle panchine in granito rosso di piazza della Repubblica. La somma, incassata da Palazzo Spada, va a coprire il “ristoro totale del danno”.

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