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Truffe agli anziani, sgominata la gang: 300 colpi e un bottino da 400mila euro

Operazione “Mai peggio” condotta dai carabinieri di Terni, dieci persone coinvolte. Truffe aggravate con il metodo del cosiddetto 'Finto maresciallo dei carabinieri"

Si chiama “Mai peggio” l’operazione condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Terni che ha permesso di smantellare una gang dedita alle truffe agli anziani. Un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di otto persone, su dieci complessivamente indagate, tutte residenti a Napoli, ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravate, ai danni di anziani. Sono state perpetrate in tutto il territorio nazionale, con il metodo del cosiddetto 'Finto maresciallo dei carabinieri" ed in particolar modo nelle regioni di Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo, Molise, Calabria, Basilicata, Campania, e Calabria.  Dieci le persone coinvolte che avrebbero messo a segno almeno 300 colpi per un “fatturato” di 400mila euro.

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Gli indagati, consultando degli appositi siti internet, reperivano nominativi e relativi numeri di telefono di persone. I telefonisti spacciandosi per marescialli dei carabinieri e avvocati rappresentavano un grave sinistro stradale, in cui era coinvolto un prossimo congiunto della vittima, richiedendo somme di denaro o preziosi da consegnare ad un esattore, in zona, per evitare gravi conseguenze giudiziarie. L'esattore poi si presentava a casa dell'anziano per prelevare il maltolto: nel caso in cui non avesse a disposizione dei contanti i truffatori erano disposti ad accompagnarlo, presso un bancomat, prelevando le somme richieste. L'operazione "Mai peggio" rappresenta il momento repressivo di quella strategia che l'arma persegue con una campagna informativa di prevenzione. L'appello è il seguente: se qualcuno ritiene di essere stato vittima di questa banda di truffatori, o di altra, con modalità analoghe è invitato a denunciare, se non già fatto, alla più vicina stazione dei carabinieri

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti in una conferenza stampa presso il comando provinciale dell’Arma in via Radice a Terni, alla presenza del procuratore capo della Repubblica, Alberto Liguori. 

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