Sulle tracce del boss di Gotham. Ecco perché il simbolo dell’euro sulla droga sequestrata

Investigatori al lavoro dopo la maxi retata che ha smantellato la rete di spaccio al minuto nel centro città. Chi comanda nella gang del pipistrello

Davanti ai giudici hanno fatto scena muta. Mantenendo però un atteggiamento arrogante, tanto che in almeno un paio di casi, il gip del tribunale di Terni, Federico Bona Galvagno, ha annotato i comportamenti delle persone finite in manette durante il blitz dell’operazione Gotham.

E questo è soltanto uno dei dettagli che gli investigatori stanno ricomponendo come in un puzzle per passare alla fase due dell’indagine: dare un nome e un volto al boss o ai boss – di Gotham.

Gotham: i dettagli dell'operazione

Perché fra le certezze acquisite in un mese e mezzo di appostamenti, indagini sotto copertura, intercettazioni telefoniche, sommarie informazioni e immagini video, c’è che i 29 iscritti nel registro degli indagati altro non sono che “manodopera”. E d’altra parte, l’obiettivo principale dell’indagine era questo: smantellare la rete di spaccio operativa fra il parco della Passeggiata e la centralissima piazza Solferino.

Spacciatori al minuto che avevano rifornimenti periodici e che poi giravano le ingentissime somme di denaro – in un mese di “lavoro” la gang avrebbe fatto girare qualcosa come 250mila euro – ad altri. Pur avendo, al loro interno, una organizzazione chiara. C’era infatti chi poteva smerciare droga liberamente sia al parco che nei vicoli del centro e c’era invece chi doveva rispettare zone e turni: alla Passeggiata di mattina e nel primo pomeriggio, in piazza Solferino dalle 18.30 in poi. E sembra che proprio i pusher della ex piazza dei bambini fossero i più “tosti” – uno di loro, il “pipistrello”, appunto, era particolarmente attivo – e siano stati anche quelli che davanti ai giudici hanno tenuto un comportamento più sfrontato.

operazione_gotham_polizia_terni (6)-2C’è però ora da approfondire. Cercando ad esempio di capire da dove arriva la droga. Sui panetti di hashish sequestrati - circa cinque chilogrammi, trovati addosso ad una persona fino a quel momento fuori dall’indagine – c’è il marchio dell’euro. Lo stesso marchio che compare in una partita di fumo sequestrato un paio di settimane fa nella zona di Bergamo. Quattro chili di hashish nelle disponibilità di un gruppo di spacciatori centro e nord africani. Proprio come quelli fermati a Terni. “Non è escluso che possa trattarsi della stessa partita di droga”, trapela da fonti investigative.

E capire quale potrebbe essere il canale di rifornimento, potrebbe anche aiutare a individuare quale organizzazione criminale potrebbe essere in cima alla piramide dello spaccio, considerando che Terni è terreno di conquista ambito perché vicino alle principali vie di comunicazione che in poco tempo consentono di raggiungere Roma, Firenze e Napoli. Il boss di Gotham, insomma, potrebbe essere un “pendolare” che nella città dell’acciaio viene solo per affari.         

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