Processo Spada, parla la procura della Repubblica di Terni: sentenza da rispettare

Assolti l’ex sindaco Di Girolamo e altri 18 imputati dall’accusa di avere “pilotato” alcuni appalti comunali, Liguori: aspettiamo di leggere le motivazioni del giudice

Alberto Liguori

Da una parte l’accusa: turbata libertà degli incanti. Dall’altra la sentenza: il fatto non sussiste. In mezzo, tre anni e poco più di storia giudiziaria e politica che si contaminano dentro le sorti di una città. Perché è vero: il “ribaltone” politico che ha portato ad una cambio epocale ai vertici di Palazzo Spada non è stato innescato dall’operazione Spada. Ma è evidente che, se qualcosa si è incrinato, le prime crepe sono cominciate proprio a maggio del 2017, quando la polizia bussò alla porta dell’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo, mentre un elicottero sorvolava la città come quando si dà la caccia ai più pericolosi latitanti.

A scrivere i nomi dell’ex primo cittadino e di altri diciotto imputati – fra assessori, funzionari comunali e dirigenti di coop sociali – nel fascicolo dell’inchiesta furono all’epoca Alberto Liguori e il sostituto Raffaele Iannella, che – appunto - ipotizzavano la “turbata libertà degli incanti” nella concessione degli appalti per la manutenzione del verde pubblico, per la gestione dei servizi cimiteriali e di quelli turistici della cascata delle Marmore. Per l’accusa, in sostanza, lo spacchettamento degli appalti aveva l’obiettivo di favorire le cooperative, evitando di affidare gli incarichi attraverso una gara a livello europeo. Accuse che – va ricordato - portarono Di Girolamo agli arresti domiciliari.

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Oggi Iannella è capo della procura della Repubblica di Fermo mentre Liguori regge le sorti della magistratura cittadina. “È una scelta che va rispettata”, dice contattato da Terni Today. “Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza per capire la decisione del giudice”, aggiunge Liguori. Che sulla eventualità di ricorrere in appello contro la sentenza di primo grado pronunciata da Biancamaria Bertan riflette: “Ancora è prematuro”. Ma è probabile che la vicenda processuale innescata dall’operazione Spada abbia soltanto vissuto un suo primo tempo.

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