Operazione Spada, il ribaltone: “Il fatto non sussiste”, tutti assolti

Dopo tre anni arriva una prima sentenza sul terremoto politico e giudiziario che sconvolse Palazzo Spada per le accuse alla ex giunta DI Girolamo di avere “pilotato” alcuni appalti

Di Girolamo e Bucari

Era il 2 maggio del 2017 quando l’ex sindaco Leopldo Di Girolamo e l’ex assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari finirono agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione Spada che, coordinata dal procuratore capo della Repubblica Alberto Liguori e dal sostituto Raffaele Iannella, ipotizzava la “turbata libertà degli incanti” nella concessione degli appalti per la manutenzione del verde pubblico, per la gestione dei servizi cimiteriali e di quelli turistici della cascata delle Marmore. Per l'accusa, in sostanza, lo spacchettamento degli appalti aveva l'obiettivo di favorire le cooperative, evitando al contrario una gara a livello europeo. 

Tre anni e mezzo dopo quella vicenda arriva ad un primo, importante, traguardo. Il tribunale di Terni, riunito in composizione monocratica – giudice Biancamaria Bertan – ha infatti emesso oggi la sentenza di primo grado nei confronti degli imputati: tutti assolti perché “il fatto non sussiste”.

Assoluzione piena dunque per Di Girolamo – che non era presente in aula – e Bucari ma anche per tutti gli altri imputati. Si tratta degli ex assessori Roberto Fabrini, Daniela Tedeschi, Francesco Andreani, Renato Bartolini, Emilio Giacchetti, Simone Guerra, Francesca Malafoglia, Marco Malatesta, Libero Paci, Sandro Piermatti, Silvano Ricci, Giorgio Armillei, Cristhia Falchetti Ballerani, gli ex dirigenti comunali Renato Pierdonati e Luciano Sdogati, il funzionario comunale Federico Nannurelli e Carlo Andreucci della Coop Alis.  

Il Comune di Terni si era costituito parte civile, avanzando una richiesta di risarcimento danno per 200mila euro.

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Una sentenza che avrà molto probabilmente un risvolto “politico” di peso, anche se non è escluso che ci sia uno strascico penale a causa di potenziali ricorsi da parte della procura della Repubblica.

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