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Mercoledì, 6 Dicembre 2023
Cronaca

“Vieni a provare la polvere magica”, cocaina al figlio dodicenne: padre davanti al giudice

L’episodio si sarebbe verificato mentre i due si trovavano in vacanza insieme, fissata l’udienza preliminare per l’uomo. L’avvocato Giacomo Marini: “Non avrei mai pensato di fare un processo del genere”

Il sostituto procuratore della Repubblica di Terni, Marco Stramaglia, scrive nella richiesta di rinvio a giudizio che l’uomo è indagato per avere ceduto “al proprio figlio minorenne una dose di sostanza stupefacente (cocaina) invitandolo ad assumerla”.

I fatti si sarebbero svolti nel mese di giugno dello scorso anno quando il padre (un quarantenne ternano) si trovava in vacanza al mare assieme al figlio, dodicenne all’epoca dei fatti. Il ragazzino, “avendo trovato il padre intento ad assumere la sostanza (cocaina, ndr) si sarebbe sentito dire: Vieni che papà ti fa provare la polvere magica”. Una volta tornato a casa, avrebbe raccontato l’episodio alla madre che, il successivo luglio, ha sottoposto il bambino “ad analisi specifiche per accertare l’effettiva assunzione”. “Dal referto del primo luglio - è specificato nella denuncia presentata poi ad agosto ai carabinieri di Terni - emerge come il minore (...) fosse effettivamente positivo alla cocaina”.

Ai carabinieri la madre del ragazzino aveva aggiunto anche “di non avere mai assunto sostanze stupefacenti” né di “avere mai visto il marito” utilizzare sostanze che “mai sono state presenti in casa”, pur avendo l’uomo una serie di altri precedenti. A gennaio 2023 era stato allontanato dalla casa famigliare dal tribunale di Terni per alcuni episodi di violenza e minacce e per quegli stessi episodi era stato poi condannato in primo grado a 3 anni e 4 mesi di reclusione.

L’uomo – attualmente detenuto presso la casa circondariale di Perugia – comparirà il prossimo 22 novembre di fronte ai giudice per le udienze preliminari del tribunale di Terni, Barbara Di Giovannantonio. Ci sarà anche la moglie, madre del ragazzino, in qualità di parte offesa, assistita dagli avvocati Federico Favilla e Giacomo Marini, del foro di Roma. “L’accusa di avere somministrato droga a un minore è gravissima”, commenta l’avvocato Marini, che conclude: “Non avrei mai pensato di fare un processo del genere”.

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