“Umbria Jazz Spring, Terni sarà la regina internazionale della black music”

Presentata l’edizione 2019, appuntamento dal 18 al 22 aprile: sessanta eventi e oltre cento artisti. La maggior parte dei concerti sarà ad ingresso gratuito. Il calendario completo

Il patron di Umbria Jazz Carlo Pagnotta finalmente sorride. Uomo schivo e anche un po’ burbero, quando si parla di musica cambia del tutto l’espressione. E finalmente a Terni è riuscito nel suo intento: riportare Umbria Jazz Spring nel periodo pasquale, proprio come era stato al suo esordio, anni fa, negli anni Novanta, ed era stato un vero successo. E con gli eventi nel segno dello spirito pasquale torna protagonista il gospel, altra grande passione di Pagnotta.

Umbria Jazz Spring edizione numero due è stata presentata nella sede della Fondazione Carit. Oltre a Pagnotta erano presenti i vertici della Fondazione Carit, il sindaco di Terni, Leonardo Latini, l’assessore regionale alla Cultura Fernanda Cecchini, l’assessore al Turismo Fabio Paparelli e il vescovo diocesano Giuseppe Piemontese.

Cinque giorni di musica, dal 18 al 22 aprile, con quattro determinazioni: GOSPEL, SOUL, BLUES &......JAZZ, come recitano i sottotitoli della manifestazione ternana, quasi a rappresentare sinteticamente la volontà di esplorare i diversi filoni della musica nera. “Terni – ha detto Pagnotta – sarà la regina internazionale della black music”.

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Musica, in realtà, che partendo dalle sue radici afro-americane è diventata patrimonio del mondo ed espressione condivisa in tutti i continenti, anche attraverso i numerosi filoni da essa generati. Tanti gli eventi tutti concentrati nel cuore della città e senza soluzione di continuità. Oltre al club storico Bugatti, quest’anno si aggiungono anche altri tre club: il Caffè del Corso, il Caos e Rendez vouz: “La scelta degli spazi   - ha detto ancora Pagnotta - è stata fatta in coerenza con i generi musicali e per fornire a questi gli ambienti più idonei. Nei club, quindi, il jazz, per recuperare la sua atmosfera storicamente più tipica; nel santuario di San Francesco, luogo di preghiera e di ritrovo della comunità dei credenti, il gospel; nel Caos, spazio di arte, produzione culturale e aggregazione, il blues, il soul ed i filoni più trasversali”. Infine, non è Umbria Jazz senza la marching band, sinonimo di festa, il cui “spazio” per definizione è la strada. E qui entra dritta protagonista la Funk Off street band che come sempre è in grado di coinvolgere tutti.

programma manifesto_UJS_2019-2

Complessivamente Umbria Jazz Spring offre una sessantina di eventi, per la gran parte a ingresso gratuito, con oltre cento artisti in cartellone. Tra gli artisti: Dena De Rose quartet, Flavio Boltro BBB trio, Modalità Trio (Nico Gori, Massimo Moriconi ed Ellade Bandini), Duet (Moriconi e Emilia Zamuner), la street parade dei Funk Off, il Virginia State Gospel Choir, Licaones, The New Orleans Mystics, Anat Cohen Tentet, Roosevelt Collier Quartet, Quintorigo, Thornetta Davis.

Prezzi economici, anche per i pochi concerti a pagamento (in pratica, quelli al teatro Secci) il costo del biglietto infatti è molto ridotto, 10 euro inclusa la prevendita. Nei club l’ingresso è gratuito con l’obbligo della consumazione.

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