Ricatti sessuali, la nuova frontiera è il web: una denuncia al mese

Si chiama “sextortion”: soldi in cambio del silenzio sulle scappatelle di mogli e mariti. Ma molto spesso tra e vittime ci sono anche minorenni. Indaga la polizia postale

Metti una sera a cena. Tra amici o amiche, poco cambia. Ad un certo punto, al centro del tavolo compare il solito smartphone. E scorrendo la galleria, il proprietario, si lascia andare a qualche confidenza. Magari raccontando una scappatella.

Succede, spesso. Così come spesso succede che quella confidenza torni indietro come un boomerang. Si chiama “sextortion” ed è un reato che consiste nel minacciare di rendere pubbliche alcune informazioni a meno che non si accetti di sottostare ad un ricatto. Nella maggior parte dei casi, trattandosi di materiale “intimo”, i ricattatori chiedono soldi. Ma accade anche che venga richiesto di inviare dell’altro materiale per impedire che quello in possesso venga reso pubblico.

Nel corso del 2018, i casi di sextortion di cui si è occupatala polizia postale nel Ternano sono stati 12, uno al mese. Sedici quelli indagati nel Perugino. Che potrebbero però rappresentare la punta di un iceberg che, per vergogna o altro, resta sommerso.

Alla gravità del reato, si accompagna un altro aspetto particolarmente delicato. Nel 70% dei casi, le vittime dei ricatti sessuali sono adolescenti. E appare evidente che, in questi casi, la scarsa disponibilità di denaro vada ad alimentare un altro tipo di scambi tra ricattato e ricattatore.

Di questo e di tutti i pericoli della “rete” si parlerà nell’ambito delle iniziative promosse per celebrare il “Safer Internet Day 2019” che si tiene domani, 5 febbraio, e in occasione del quale la polizia postale e delle telecomunicazioni, in collaborazione con il Miur e il garante per l’infanzia e l'adolescenza, ha organizzato workshop e dibattiti sul tema del cyberbullismo negli istituti scolastici delle provincie italiane. A Terni l’incontro si terrà a Palazzo Gazzoli e coinvolgerà circa 300 alunni dell’Itt Allievi, Itg “Sangallo”, liceo “Angeloni”, liceo “Donatelli” e liceo classico-artistico.

“Lo scopo di tutti i progetti realizzati ed in corso - spiega Anna Lisa Lillini, dirigente del compartimento della polizia postale dell'Umbria - è di sensibilizzare non solo i giovani ma anche gli adulti ad un utilizzo più responsabile delle nuove tecnologie”.

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Sempre in tema di reati “tecnologici”, nel 2018 la polizia postale nel Ternano ha indagato su un caso di stalking, 28 diffamazioni on-line, 6 casi di ingiurie, minacce e molestie e 2 furti d’identità sui social network.      

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