Terni da sballo: sequestrato un chilo di eroina, coppietta finisce in cella

Blitz della polizia a Borgo Bovio, la droga era nascosta dietro al frigorifero di casa: sequestrati anche millequattrocento euro in contanti

“Non siamo di qui, siamo di un altro comune. Abitiamo da un amico a Borgo Bovio, non abbiamo le chiavi di casa”. Hanno cercato in tutti i modi di sfuggire ai controlli dell’antidroga della squadra mobile della questura. Ma gli investigatori hanno insistito e hanno centrato il bersaglio.

Il blitz è scattato martedì pomeriggio quando gli investigatori vengono attirati dal nervosismo di una coppietta che, alla vista degli agenti, ha subito cambiato strada. Hanno tentato di sviare l’accertamento ma i poliziotti hanno insistito, verificando anzitutto i dati anagrafici. Lui, pakistano di 25 anni, è in talia con un permesso di lunga durata. Lei, coetanea, è arrivata a luglio con un permesso per famiglia.

sequestro eroina droga polizia terni (1)-2Gli accertamenti proseguono e dalla borsa della donna spunta un mazzo di chiavi. Aprono la porta di un appartamento poco distante. È casa loro. Nel salotto ci sono un bilancino di precisione e tre grossi recipienti, simili a dei frullatori, con all’interno residui di polvere biancastra. Secondo gli agenti si tratta di oggetti usati – verosimilmente – per la trasformazione, dalla forma solida in polvere, di grossi quantitativi di sostanza stupefacente.  

A questo punto, la perquisizione va ancora più a fondo. E dietro il frigorifero, nascosti in una busta plastica, vengono trovati dei grossi frammenti di eroina per circa un chilo. In due borselli in camera da letto ci sono 1.400 euro in banconote di vario taglio.

La coppia - entrambi risultano disoccupati – finisce in manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio e nella direttissima di mercoledì mattina, il giudice del Tribunale di Terni, Biancamaria Bertan, ha convalidato l’arresto e ha disposto per entrambi la reclusione in carcere fino alla data del processo, fissata per il 23 settembre prossimo.

Dalle prime indagini è emerso che i “frullatori”, sono il risultato di un assemblaggio fatto da persone esperte proprio nella trasformazione degli stupefacenti ed inoltre i materiali usati non sono presenti sul mercato nazionale. Le verifiche proseguono anche per cercare di capire i canali attraverso i quali la copia si è rifornita di stupefacente che, una volta sul mercato, avrebbe fruttato fino a quasi duecentomila euro.

  

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