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Allarme droga a Terni

Allarme droga a Terni

"Sicurezza, i tossicodipendenti ci costano più degli immigrati"

Il presidente dell'Arci, Francesco Camuffo: "Il problema a Terni è la droga, non gli stranieri. Su immigrazione c'è confusione e disinformazione, in città il numero dei richiedenti asilo è nella media"

"Le zone franche a Terni sono quelle dello spaccio, il vero problema da affrontare è la droga a prescindere che si parli di stranieri o italiani". Il presidente dell'Arci di Terni, Francesco Camuffo, commenta così con Terni Today, le dichiarazioni del sindaco Leonardo Latini su immigrazione e sicurezza rilasciate a La7.

"Sul tema dell'immigrazione - afferma - c'è molta confusione da parte dei mezzi di informazione e delle istituzioni stesse. Prendiamo il caso del poliziotto accoltellato, un episodio molto grave, ma prima l'aggressore era nigeriano, poi un egiziano quindi un tunisino, prima aveva 34 anni, come scritto nella nota del Viminale, poi ne aveva 19. E poi di cosa parla il sindaco? Di immigrati? Di richiedenti asilo? Non possiamo giocare con le parole". L'Arci, come noto, insieme alla Caritas, gestisce in provincia di Terni i progetti Sprar di accoglienza dei rifugiati. "I richiedenti asilo sono circa 700 in tutta la provincia - spiega - di cui 200 che ricadono sul comprensorio ternano, un numero che è ampiamente nella media stabilita a livello nazionale in rapporto agli abitanti. I rifugiati a Terni sono una minima parte degli stranieri residenti che sono circa 13mila. Gli irregolari? Quelli veri, quelli che il ministro Salvini chiama clandestini, sono pochissimi. Anche qui, cerchiamo di intenderci: quelli che arrivano con i barconi fanno tutti richiesta di asilo e possono attendere anche anni per una risposta ma nel frattempo sono tutti identificati e prese loro le impronte. Mi sembra che si stia spostando l'attenzione verso gli sbarchi per non parlare del fallimento della legge Bossi-Fini nella gestione dei flussi o di altri fenomeni che interessano gli immigrati, che sono anche europei, come il mercato delle badanti".

Il costo sociale della droga, "altro che 35 euro al giorno"

Percezione o meno - e per il sindaco Latini non è solo una sensazione - il tema della sicurezza sta diventando centrale in città e particolarmente sensibile per i ternani che spesso e volentieri lo accostano proprio a quello dell'immigrazione. Dopo le parole del sindaco, sui social - e non solo - ci si scontra e ci si divide se sia vero o meno che in città esistano "zone franche" dove i ternani devono aver paura di passare non soltanto di notte. "A Terni le zone franche sono quelle del 'triangolo dello spaccio' nelle piazze del centro - prosegue Camuffo - il cosiddetto 'triangolo della morte'. Quello è il problema da affrontare a prescindere che si parli di stranieri e di italiani perché se c'è chi vende la droga significa che c'è anche chi la compra. Sa quanto costa un tossicodipendente allo Stato se va in comunità? Tra gli 80 e i 100 euro al giorno e si arriva fino a 200 euro in caso di misure restrittive. Altro che i famigerati 35 euro al giorno per i rifugiati. Lo spaccio a Terni è legato a 'piccole mafie' di rumeni e albanesi che ora stanno allargando il giro reclutando quegli stranieri che arrivano qui, non trovano un lavoro e si fanno tirare dentro dalla disperazione. Questi sono i temi da affrontare e, se vorrà, da parte nostra il sindaco Latini avrà la massima disponibilità a collaborare".  

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