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Cronaca

Spegne una sigaretta sul collo di un poliziotto. E poi ancora spinte e ingiurie: arrestato

Moglie e figlia di tre anni chiuse in casa perché lui è fuori di senno, arrivano gli agenti della squadra volante di Terni e la situazione precipita: trentenne in manette

La giovane moglie si è chiusa in casa con la figlioletta di tre anni: hanno paura di lui, perché è fuori di testa. Che non si rassegna e tenta di entrare forzando una persiana. Alla donna non resta altro da fare che chiamare il 113. In pochi minuti arrivano gli agenti della squadra volante. E la situazione precipita.

È successo nella serata di mercoledì scorso, 20 luglio, a Terni. Protagonista della vicenda è un trentenne marocchino che si è scagliato contro gli agenti intervenuti presso la sua abitazione: spinte, ingiurie. Ad uno dei poliziotti ha spento una sigaretta sul collo ed ha ferito al braccio l’altro agente che stava cercando di allontanarlo.

In preda ai fumi dell’alcol, non è stato possibile usare il taser, ma è stato lo stesso ammanettato e immobilizzato dai poliziotti. Una volta salito sull’autovettura della polizia, ha continuato ad agitarsi scalciando contro portiere e finestrini. In stato di arresto, l’uomo aveva richiesto le cure mediche ma, trasportato al pronto soccorso da un’ambulanza del 118, non si era mostrato collaborativo con il personale medico, continuando ad agitarsi e a proferire insulti anche nei loro confronti.

Processato per i reati di resistenza e lesioni pluriaggravate a pubblici ufficiali e convalidato l’arresto, alla luce della “elevata ed allarmante aggressività con la quale aveva colpito gli agenti intervenuti, anche alla presenza della figlia minore che già aveva assistito a condotte violente da egli poste in essere prima del loro arrivo”, così come spiega una nota della questura di Terni, l’uomo è stato tradotto presso la casa circondariale di vocabolo Sabbione.

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