Terremoto, i soldi ci sono ma non per le famiglie

I contributi per l’autonoma sistemazione sono fermi ad ottobre 2017 nonostante la Regione li abbia liquidati al Comune di Terni. Liberati (M5S): ritardo monstre

Soldi bloccati, famiglie a bocca asciutta. Succede alle decine di persone che, dopo il sisma del 2016, avrebbero diritto al contributo per l’autonoma sistemazione (Cas) ma che, ormai dalla fine del 2017, non vedono un euro. La denuncia del Movimento 5 Stelle e le spiegazioni degli uffici comunali.

Cos’è il Cas

Si tratta di una misura destinata alle famiglie e al singolo cittadino la cui abitazione si trova in area in cui è vietato l’accesso (zona rossa) oppure è stata distrutta in tutto o in parte, o è stata sgomberata in seguito ai terremoti che hanno colpito l’Italia centrale. Per ottenere il Cas, è necessario compilare un modulo di richiesta dove indicare gli estremi dell’ordinanza di sgombero, se emanata, oppure indicare la data del sopralluogo di verifica di agibilità effettuato da una squadra di rilevamento. In attesa del sopralluogo è necessario indicare la data di presentazione della richiesta. Una volta avuto l’esito sarà necessario comunicarlo al proprio Comune.

La denuncia

“Come noto – scrive il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati - dopo il devastante terremoto 2016, sono decine di migliaia le persone rimaste senza casa nelle quattro regioni colpite dal sisma. Costoro hanno doverosamente diritto al contributo di autonoma sistemazione. A Terni, fortunatamente, si tratta solo di alcune decine di cittadini: tuttavia, nonostante la Regione abbia inoltrato i pagamenti al Comune fino a maggio/giugno, questa erogazione - pari a qualche centinaio di euro al mese, corrispondentemente al numero dei familiari coinvolti - non arriva affatto. Purtroppo, ancora una volta, Terni si fa riconoscere in negativo: le liquidazioni sono infatti ancora ferme a ben 10 mesi fa. Quello di ottobre 2017 è stato l’ultimo pagamento ricevuto dalle famiglie interessate. Un ritardo monstre”.

La mail del Comune

Alla denuncia, Liberati accompagna la mail che da Palazzo Spada gli è stata inoltrata per illustrare la situazione. Eccola.
“Sono stati liquidati, agli aventi diritto, i Cas sino al 31/10/2017. Non ci sono atti di liquidazione in corso in quanto i Cas relativi al periodo novembre e dicembre 2017, erogati dalla Regione Umbria soltanto in data 20/12/2017 e 09/02/2018, non potevano essere impegnati e non lo sono tutt’ora, in quanto facenti parte del bilancio 2017. Si dovrà attendere lo sblocco dell’avanzo vincolato del bilancio 2017. I Cas del periodo gennaio-maggio 2018 sono stati erogati dalla Regione Umbria ed accertati in entrata in data 06/07/2018. In data 17/07/2018 è stato attivato un flusso per la determina dirigenziale di impegno di spesa per i Cas gennaio-maggio 2018 che al momento è all’approvazione della Ragioneria. Nel momento in cui ritorna con il parere contabile favorevole, potrà essere approvata definitivamente la determina e poi si potrà procedere alla emissione degli atti di liquidazione. Nel corpo della determina è stata inserita la richiesta all’ufficio Ragioneria circa le procedure da seguire anche per l’utilizzo dell’avanzo vincolato relativo alle mensilità novembre-dicembre 2017 di cui sopra. È in fase di richiesta alla Regione Umbria l’importo per i CAS relativi al mese di giugno 2018 appena concluso”.

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La richiesta

Preso atto della procedura burocratica – e dello “scoramento di cittadini che faticano a tirare avanti” – Liberati si appella al sindaco Latini – entrato in carica comunque quando i ritardi erano già conclamati – di prendere “in mano quella che sta divenendo una vera e propria emergenza sociale ed economica. Chiediamo alla Giunta Latini uno sforzo per dare attenzioni e priorità alle esigenze dei residenti costretti a lasciare la propria casa: queste persone devono non solo pagare l'affitto, ma assolvere alle indispensabili esigenze della vita quotidiana. Il Comune non può trattarli così, in una vicenda triste, trascinatasi dal vecchio sindaco Di Girolamo al Commissario all’attuale Amministrazione, senza soluzione di continuità”.

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