La testimonianza: “Mio marito con una malattia rara senza sondino per più di un giorno. Prima viene il malato”

La donna ha trovato l’uomo nel reparto dell’ospedale di Terni privo del sondino nasogastrico: “Quando era ricoverato al Mar avevo trovato l’amore di medici ed infermieri”

foto di repertorio

Una malattia rara con la quale combattere ogni giorno e le difficoltà quotidiane su cui cimentarsi, da circa 4 anni. Nei giorni scorsi il signor M. è stato portato all’ospedale, a seguito di un’infezione alle vie urinarie - oltre altre piccole problematiche – che ha aggravato ulteriormente il quadro clinico. Preoccupazione ed ansie sono aumentate per chi si prende cura di lui, ogni giorno, e sa che deve essere monitorato, soprattutto quando c’è il rischio di un peggioramento. Sua moglie, all’orario di visita, una volta arrivata al reparto ha constatato: “Alle 12.30 del 7 dicembre l’ho trovato senza sondino naso-gastrico. La sua è una patologia che intacca anche il sistema nervoso. Si muove spesso, rischia di ferirsi e purtroppo se lo è tolto da solo. Quando sono arrivata ho notato che era tutto spogliato, si trovava per traverso sul letto, poiché il dolore che avverte provoca tali conseguenze”.

Le ore seguenti: “Ho fatto subito presente della situazione critica. Era necessario sedarlo per riposizionare il sondino e consentirgli di riprendere l’alimentazione. È stato fatto un tentativo da parte di due infermieri, dopo indicazioni della dottoressa, i quali lo hanno sottoposto ad iniezione per calmarlo. Non è servita a molto, anzi. Dopo circa 28 ore un infermiere è riuscito a rimetterlo (il sondino) e mio marito si è sbloccato, soprattutto per urina e feci fatte. Non oso immaginare ciò che ha sofferto in tutto quel periodo di tempo”.

La riflessione: “Capisco la situazione di emergenza” afferma la signora. “Mi rendo conto di tutte le difficoltà, nel correre dietro ai pazienti allo stremo delle forze. Non si fa in tempo a curare tutti. Tuttavia – tiene a precisare – prima viene sempre il paziente. Si stanno trasferendo i degenti al quarto piano e, ai miei occhi, pare sia questa la priorità. Così è stato lasciato indietro nelle cure con tutte le conseguenze del caso. Nei mesi scorsi, ad esempio, era ricoverato al Mar. Siamo stati da Dio. I medici, gli infermieri, Oss, caposala. Non si poteva chiedere di meglio per le attenzioni che avevano nei suoi confronti. Ora invece ci troviamo in un contesto diverso”.

Purtroppo l’emergenza Covid sta creando notevoli difficoltà a tutto il comparto. Nonostante il grande impegno profuso, oltre le comprovate competenze, il confrontarsi con patologie extra Covid, che rappresentavano la routine prima dell’emergenza, comporta delle difficoltà ulteriori.

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