Tragedia dei ragazzi morti a Terni, parlano gli amici di Flavio e Gianluca

L'ultima sera se ne stavano sdraiati sulla panchina del campetto, senza forze. Uno dei due accusava di più il colpo. "Volevamo portarli al pronto soccorso, ma ci hanno detto di no. Un po' di acqua e sarebbe passato tutto".

Gli ultimi momenti, insieme, senza pensare che sarebbe stato un addio. Gli amici di Flavio e Gianluca parlano, raccontano. Con il loro linguaggio diretto rappresentano una realtà e tutto quello che c'è dietro. "Gianluca e Flavio erano arrivati con la loro microcar al campetto per la partitella del lunedì sera, ma sono rimasti seduti sulla panchina del parco. Gianluca stava più male di Flavio, vomitava. Volevamo portarli al pronto soccorso, ma non c'è stato verso. Forse perché non volevano farsi scoprire. Dicevano che con un po' d'acqua sarebbe passato". 

Ma niente sembrava andare meglio. Soprattutto per Gianluca che accusava di più il colpo. Ogni tanto, spiegano gli amici, si accasciava senza forze sulla panchina e faceva impressione, gli occhi si giravano indietro. 

Sono gli amici di sempre, quelli che parlano. Gli stessi che hanno collaborato con i carabinieri contribuendo rapidamente alla cattura del quarantenne tossicodipendente reo confesso, che ha vanduto il metadone ai due giovani per 15 euro. Ma forse, e qui le ipotesi sono ancora aperte, non si tratta solo di metadone ma, come ipotizzato dagli inquirenti, di una miscela con codeina. E qui c'è un ricordo di uno degli amici che sottolinea come Gianluca si sentisse male perché si pensava avesse preso della codeina venduta dallo spacciatore ma il suo vomito era biancastro, quindi non poteva essere solo codeina perché quella ha un colore viola, probabilmente un mix. 

Considerazioni impressionanti, perché la lucidità di questi giovani rispetto alla tipologia di stupefacenti e psicofarmaci ne svela una certa consapevolezza circa le componenti e le miscele. Sulla questione, come detto, c'è da attendere l'esame tossicologico previsto per i prossimi giorni. Tuttavia un altro degli amici ha avuto modo di raccontare che ci sono state altre occasioni, probabilmente nel mese di giugno, nelle quali i due ragazzi sembra abbiano assunto il mix di stupefacenti. Tutto scritto nero su bianco nell'ordinanza del gip, che nelle sue ipotesi sottolinea come il pusher avesse spiegato come dilure le sostanze. Una realtà drammatrica che lascia emergere una consuetudine, fra alcuni giovani, ad "assumere metadone e codeina diluiti con acqua o altre bevande per ottenere un effetto rilassante".

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I video tutorial per la miscelazione sono ricercabili sul web e le "dritte" arrivano anche dai testi dei cantanti di musica "trap". 

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