Turismo, la sfida del rilancio. Non solo cascata e san Valentino, Terni è a un bivio

La bellezza delle Marmore, la “fama” del patrono e la ricchezza dell’enogastronomia. Ecco su cosa si sta scegliendo di puntare per far decollare il settore

Turisti

Il ternano doc la sua formula perfetta ce l’ha già. Che declinata in modo decisamente meno colorito – e sicuramente meno efficace – è la seguente: fere, ossia la Ternana, gentil sesso e pampepato. O panpepato che dir si voglia. Ora, questa formula va però (ri)arrangiata in una dimensione istituzionale se davvero si vuole non solo rafforzare il turismo in un contesto economico strutturato, ma anche immaginare un futuro prossimo in cui il tessuto finanziario, sociale e culturale della città – e del Ternano – possa reggersi anche senza l’apporto dell’acciaieria. Che resta importante, ma che dovrebbe non essere più preponderante.

L’appeal della cascata

Un dato che può rappresentare un punto di partenza è il flusso di turisti che ogni anno visita la cascata delle Marmore. Si tratta di circa 350mila turisti ogni anno, con un trend in crescita e che, solo per questo mese di agosto, segna uno stock di prenotazioni pari a circa 120.000. Marmore è senza ombra di dubbio la locomotiva del turismo a Terni. E la sua fama la precede. Basti pensare che, dal casello autostradale di Orte – porta di ingresso per l’Umbria meridionale da Roma e non solo – il primo cartello turistico che ne indica l’esistenza si trova allo svincolo di Terni est del raccordo Terni-Orte.

Il “buco” dei turisti

Peccato che le decine di migliaia di turisti che restano a bocca aperta di fronte allo spettacolo della cascata, poi non facciano un passo in per scoprire le altre ricchezze della città dell’acciaio. Il Ternano nel 2017 ha registrato poco oltre 141mila arrivi turistici, circa tremila in meno rispetto al 2016, mentre gli istituti statali di antichità ed arte hanno staccato – dicono le statistiche Istat – circa 44mila biglietti. Un’occasione d’oro persa per strada.

Ecco i dati sulle opportunità mancate

La proposta

Il “Piano di marketing territoriale finalizzato alla diffusione dell’immagine, alla valorizzazione e allo sviluppo territoriale, turistico, culturale e produttivo del territorio ternano” elaborato dalla Camera di commercio di Terni, al termine di una approfondita analisi su punti di forza e di debolezza del settore in città, propone di disegnare una identità del territorio che si sviluppi e si promuova partendo da una delle sue risorse non adeguatamente utilizzate: san Valentino. Costruendo però un mix che possa aggregare le ricchezze naturalistiche del territorio e la capacità attrattiva del santo patrono, protagonista globale della festa degli innamorati. Il progetto ipotizza anche alcuni claim – o slogan - da poter utilizzare come “innamorati nelle terre di san Valentino” o “Nelle terre di san Valentino il cuore verde… Batte forte”.

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Il “bivio”

Allora, su cosa scommettere: cascata, san Valentino o panpepato? “La cascata delle Marmore è al momento lo scrigno più prezioso – dice Andrea Giuli, vicesindaco del Comune di Terni con delega a turismo, cultura e pianificazione marketing – ma dovremmo saper mettere a frutto le cose che abbiamo. Al netto dei progetti che possono interessare il patrimonio storico e culturale della città di Terni, l’obiettivo di strutturare un progetto più ampio c’è. Ma serve un piano, un cronoprogramma e anche delle risorse esterne. Se dovessi sintetizzare, con una battuta, direi: san Valentino alla cascata delle Marmore con un panpepato in mano. E mi spingo oltre: per arrivare da Terni alla cascata, il santo ha usato un carro di maggio”.
“La cascata delle Marmore parte con un vantaggio notevole – dice Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Terni – visto che ci sono già decine di migliaia di persone che la conoscono e la frequentano. Semmai, il punto sta nel costruire qualcosa che si aggiunga ad un bene già forte di suo. Penso al turismo sportivo, amatoriale e professionale, come al rafting o ad una pista ciclabile della Valnerina. Oppure, ragionando così a ruota libera, ad un parco acquatico. Certo, san Valentino ed il panpepato sono elementi che non vanno dimenticati. Ma per san Valentino, ad esempio, sarebbe necessario mettere in piedi un evento totalmente pagano. Ma per fare questo, occorrono studi, ricerche che richiedono tempo e risorse finanziarie”.

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