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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

INTERVISTA Pandemia, parla il Commissario d'Angelo: dai tamponi antigenici e alla gestione sui positivi. "Meno tracciatori? E' falso, ecco i dati"

"Impossibile seguire tutti i contatti. E’ per questo che il governo sta rivedendo le regole nazionali, perché è una problematica che coinvolge ogni regione"

La situazione in Umbria è difficile come nelle altre Regioni del Paese per via della nuova ondata della pandemia da Coronavirus. Molti cittadini chiedono chiarezza, i sindacati parlano di gravi difficoltà nel gestire i turni e i servizi, si attendono norme nazionali sulle quarantene, il capodanno è praticamente saltato, come dicono le opposizioni sui tracciatori... per tutto questo abbiamo chiesto ed ottenuto una intervista al Commissario straordinario sul Covid, Massimo D'Angelo, per cercare di capire meglio e fare chiarezza in una situazione difficile e straordinaria. Come sempre i lettori si faranno la loro linera opinione. (il direttore Nicola Bossi)

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Stiamo attraversando la quinta ondata e non mancano le polemiche sui tamponi, sulle nuove regole, sui tracciatori.  Ma andiamo per ordine, l’Umbria come si sta muovendo per quel che riguarda i tamponi?

Intanto vanno analizzate le caratteristiche di questa ondata: da un lato vi è l’elevata contagiosità del virus che ha portato a oltre 12 mila positivi nella nostra regioni, con una crescita esponenziale in pochi giorni, dall’altro, però, vi è una oggettiva minor virulenza rispetto al passato, ovviamente soprattutto per quei soggetti che sono vaccinati con due e tre dosi. Per questo abbiamo deciso di intercettare più velocemente i positivi e, per non gravare eccessivamente sulle strutture impegnati nella processazione dei tamponi molecolari, di considerare gli antigenici, la cui efficienza è comprovata, validi per stabilire se un soggetto è positivo. Una scelta corretta e, non a caso, è stata poi adottata da altre Regioni.

E lei l'esperto, ma sono molti i cittadini che in questi giorni ci hanno segnalato falsi positivi scoperti dopo alcuni giorni di isolamento e poi la libertà ritrovata grazie a quei molecolari che ora... non saranno fatti come controprova. Comunque tornando a noi: il tracciamento in questi giorni è andato in difficoltà e alcuni hanno individuato la causa nel dimezzamento dei tracciatori. Risponde al vero il taglio prima della tempesta?

La problematica è nazionale, non umbra. Nessun sistema può essere in grado di tracciare un numero così elevato di contati di positivi. I governatori stanno chiedendo un cambio di regole nazionali in merito.  Noi abbiamo un ampio sistema di tracciatori che a inizio mese, con una situazione diversa da oggi, era inferiore a quello di un anno fa, quando eravamo invece in piena ondata. Una diminuzione che riportava gli operatori a svolgere i loro compiti originari e che ovviamente hanno applicato, anche più di noi, un po’ tutte le altre Regioni. Ma dall’arrivo di omicron, il numero dei tracciatori è stato nuovamente incrementato. Per fare alcuni esempi: nella usl 2 siamo passati dai 26 tracciatori facenti parte del personale Usl 2 ai 43 tracciatori attuali, oltre ai 9 della protezione civile a cui sono state poi aumentale le ore di lavoro. Nella usl 1, gli operatori dei servizi telematici per il tracciamento al 30 ottobre scorso erano 30, così come erano 30 a fine novembre per poi passare a 33 al 27 dicembre, oltre ai circa ulteriori 50 operatori, di altri servizi del Dipartimento di Prevenzione, che hanno iniziato dal 15 dicembre ad essere inseriti progressivamente nel servizio di tracciamento, al termine del periodo di formazione che richiede circa 2/3 giorni.

Ma al di là del numero di tracciatori, sembra di capire che non è comunque possibile essere al passo con la diffusività di omicron. Inoltre come vi state gestendo i casi positivi?

Impossibile seguire tutti i contatti. E’ per questo che il governo sta rivedendo le regole nazionali, perché è una problematica che coinvolge ogni regione. Per quel che riguarda i positivi, stiamo mettendo in campo strategie che tendono a tutelare i pazienti e gli operatori delle stretture sanitarie e assistenziali, utilizzando, ove necessario, il più possibile le Usca. Un’apposita ordinanza della Presidente norma proprio le visite ai pazienti e i controlli sul personale sanitario, la cui tutale è fondamentale per affrontare l’emergenza. Il numero, al momento, contenuto dei ricoverati è frutto anche di questa strategia. Continuiamo poi con le vaccinazioni, che sono un muro fondamentale per non far penetrare il virus e comunque diminuire le complicazioni. E poi, come sempre, ci vuole buon senso da parte di tutti, ma gli umbri hanno già dimostrato, e lo faranno anche in questa occasione, che hanno un gran senso di responsabilità

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