UMBRIA Ragazza gravemente ustionata durante lite: "Non è tentato omicidio". L'ex condannato a 5 anni

Per i giudici non c'era premeditazione né tentato omicidio: voleva solo spaventarla. La sentenza

Cinque anni di reclusione per aver causato gravi lesioni alla ex e danneggiando la sua abitazione. L’accusa aveva chiesto sedici anni, ma per il giudice è da escludere la premeditazione e il tentato omicidio, rimanendo il reato di lesioni personali aggravate (tolta l’accusa di lesioni colpose in quanto difettava la querela). Da qui la condanna per l’imputato 25enne di origini albanesi Varoshi Hasan.

L’uomo, difeso dal legale Massimo Zaganelli, aveva tentato di dar fuoco alla ex fidanzata Alessandra all’interno della sua abitazione a Gaifana, tra Nocera Umbra e Gualdo Tadino. La giovane aveva riportato ustioni gravi ma era riuscita comunque a fuggire mettendosi in salvo. A convincere i giudici della mancanza di premeditazione, però, una diversa ricostruzione - fortemente constetata dagli avvocati della parte civile - dei fatti che ne ha attenuato la posizione. Anche lui avrebbe riportato ustioni ad una mano e ad un braccio. Per il giudice, quindi, sarebbe andato lì per spaventare la ex e non per ucciderla o farle del male.

Il 30 gennaio del 2017 Varoshi, secondo l’accusa, era entrato in casa dell'ex compagna Alessandra, dopo aver staccato il contatore dell’energia elettrica per non far scattare l’allarme e rendere inservibile il sistema di videosorveglianza, minacciandola di morte e colpendola con un bastone. Poi mentre la donna svenuta a terra avrebbe rovesciato 25 litri di benzina sui mobili del soggiorno, in camera da letto e in cucina. La scintilla che aveva provocato l’incendio era scaturita dalla rottura della batteria del cellulare della vittima.

La donna aveva riportato ustioni di secondo e terzo grado sul volto, sulle mani e sui piedi, una ferita da taglio all’addome e una lunga degenza a Genova, al centro grandi ustioni.

Nel procedimento la vittima si è costituita parte civile tramite l’avvocato Tiziana Fusaro e ha ottenuto una provvisionale di risarcimento di 20mila euro, mentre i proprietari dell’appartamento bruciato si sono affidati all’avvocato Massimo Brazzi e hanno ottenuto 10mila euro di risarcimento.

L’uomo era stato arrestato e poi gli erano stati concessi gli arresti domiciliari. Il giudice ha revocato anche questa misura e deciso per l’obbligo di firma quotidiano presso le forze dell’ordine e la permanenza in casa la notte.

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