Una vita nella musica, la passione per la pittura. La terza personale di Alberto Cusella a Lugnano in Teverina

Cusella è stato uno dei discografici più influenti della musica italiana. Direttore generale della Warner Music per otto anni, ha lavorato anche con Madonna, Phil Collins, Red Hot Chili Peppers. Fra gli italiani Baglioni, Teresa De Sio, ma soprattutto Nek e Ligabue. La musica non ha mai offuscato la passione per la pittura che porta nuovamente in mostra nella “sua” Lugnano in Teverina dal 15 agosto in piazza Santa Maria.

35 anni nella musica, altrettanti Sanremo e 30 Festivalbar seguendo i suoi artisti. Una vita passata tenendo le fila artistiche di decine di stelle della musica nazionale e internazionale. Una colonna portante per tutte le major che lo hanno avuto nella propria scuderia: dalla RCA, alla Polygram, CBS per poi approdare alla WarnerMusic Italia e poi alla Sony.

Questo è Alberto Cusella, romano, classe 1957. Non una “vita da mediano”, parafrasando una canzone del suo pupillo Ligabue, ma da centro campista di sfondamento, che costruisce il gioco della squadra e manda in gol i numeri 10.

Anni trascorsi nella frenesia della produzione musicale, delle sue regole di ingaggio, del delicato equilibrio fra arte e regole di mercato, che hanno avuto un epilogo "drastico": la voglia, o necessità, di vivere nella semplicità di un piccolo borgo come Lugnano in Teverina assieme a sua moglie Serena. E lì, riscoprire la passione mai sopita per la pittura.

Per la terza volta, Cusella presenterà le sue tele nella mostra “Tratti distratti - pensieri a colori” a Lugnano in Teverina dal 15 agosto in piazza Santa Maria

Alberto, da "cittadino del mondo" ad abitante di un piccolo borgo. Come sei arrivato a Lugnano?  

Ci sono capitato un po’ per caso, ed è stato subito amore. Ho sentito che era il luogo dove volevo vivere e passare il mio tempo. Mi è stato chiaro che a Lugnano il presente e il futuro sono un dettaglio. I visi delle persone hanno tratti medievali, le pietre e le case hanno memorie antiche. Gli anziani e i giovani sono uniti come in una grande famiglia e, come in tutte le famiglie, affetti e rancori impastano il quotidiano. Un quotidiano tranquillo, scandito dal lavoro, dalle feste tradizionali alle quali partecipano tutti gli abitanti, dalle cene in piazza, dalle piccole grandi tradizioni che nessuno mette in discussione.

Lugnano è un piccolo borgo dove l'auto si dimentica. Un alimentari, un forno, una farmacia, un parrucchiere, un bar. In fondo non serve di più. Vivere qui dopo aver lavorato tutta la vita in grandi città caotiche è un privilegio inaspettato. Con i miei quadri vorrei restituire un po’ di quella pace, e soprattutto di energia, che Lugnano mi ha regalato.

1-3Come definiresti lo stile dei tuoi quadri?

In realtà non parlerei di stile, perché i miei quadri prendono forma da una commistione di stili e sperimentazioni che si sono sviluppati nel tempo. Ogni quadro è la fusione di stili diversi. In ogni tela cambia il modo di stendere il colore. Ho iniziato tantissimi anni fa con gli acquerelli, poi gli impegni nella musica non mi hanno consentito di continuare a esplorare.

Nei miei dipinti faccio uso di materie profondamente differenti: olio, alcol, acrilico. La stesura del colore è un momento “catartico”, mi impegna fisicamente ed emotivamente perché il mio obiettivo è costruire figure che possano risuonare negli sguardi delle persone per toccare le corde più profonde. Parte integrante del quadro sono le cornici che da qualche tempo ho iniziato a costruire da solo perché, seppur imperfette, contribuiscono a una coerenza maggiore di tutta l’opera.

Se i tuoi quadri fossero musica, che genere di musica sarebbero

Mi piacerebbe fossero rock, anche se il pop è così fortemente connesso alla mia idea di arte e sono stato così tanto influenzato dalla rivoluzione figurativa di Andy Warhol che non possono che essere un'espressione della pop-art.

Schermata 2020-08-14 alle 11.33.11-2Se parliamo in termini di passione, ti senti più visceralmente legato alla musica o alle arti visive?

È davvero difficile dirlo. Con la musica sono cresciuto e mi ha cresciuto. Per la musica sono stato disposto a lavorare gratuitamente per molto tempo. Una passione che si è trasformata in una professione arrivata ai vertici, che si è evoluta profondamete anche per il mio ruolo di discografico, che è stata contaminata dalle logiche di mercato. Ma è sempre stata lì, presente e costante. 

Anche le arti grafiche hanno avuto lo stesso peso. La fotografia, altra grande passione, mi ha accompagnato sempre ed è stata buona alleata quando dovevo dare suggerimenti ai grafici per le copertine dei dischi.

Ma la pittura ha vibrato dentro come un terremoto e solo ora riconosco che è la possibilità di espressione alla quale riesco a dedicare il tempo migliore e più produttivo della mia vita attuale. Grazie anche alla pace di Lugnano che, certamente, riesce ad ispirarmi profondamente.

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