Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Astra Zeneca e Pfizer, ecco la verità sulle reazioni avverse: lo studio dell’Università di Perugia

Un caso grave ogni novemila dosi, giovani e donne in età fertile più esposti ai rischi. Il dossier del team di ricerca coordinato dal professor Nocentini: gli effetti negativi dei vaccini potrebbero essere sottostimati

Uno studio sugli effetti avversi del vaccino Astra Zeneca rispetto al vaccino Pfizer - coordinato dal professor Giuseppe Nocentini, docente di farmacologia del dipartimento di medicina e chirurgia dell’Università degli studi di Perugia - è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Autoimmunity.

In questi mesi il vaccino anti-Covid19 prodotto da Astra Zeneca (chiamato ChAdOx1 nCoV-19 e abbreviato ChA) è stato conosciuto dall’opinione pubblica non solo per la sua indubbia efficacia ma anche per alcuni effetti avversi caratterizzati da trombocitopenia e formazioni di trombi venosi, talvolta molto gravi. 

Foto Gruppo Ricerca Nocentini-2Il gruppo di ricerca coordinato dal professor Nocentini, composto inoltre da Luigi Cari (primo autore), Paolo Fiore, Mahdieh Nagavi (dottoranda), tutti di Unipg, insieme a Gianni Sava (Università di Trieste) ha interrogato la banca dati europea delle segnalazioni di sospette reazioni avverse ai farmaci dell’Ema – agenzia europea del farmaco - dove sono raccolti tutti gli effetti avversi osservati in Europa (denominata EudraVigilance).

“Le agenzie regolatorie ci hanno detto che questi effetti avversi sono molto rari e la maggior parte di loro viene segnalata in giovani donne – spiega il professor Nocentini che dello studio è corresponding author  - Però i numeri sono cambiati nell’arco delle settimane e la frequenza non è stata correlata al numero di vaccinazioni effettuate a uomini e donne di diverse età. È stato anche ipotizzato che ci fossero giochi di potere e/o economici che tenevano nascosti gli effetti avversi determinati dal vaccino Pfizer (chiamato BNT162b2 e abbreviato BNT). Il nostro gruppo di ricerca ha interrogato la banca dati Ema, raccogliendo importanti elementi per cercare di fare chiarezza”. 

Lo studio appena pubblicato dimostra dunque che il vaccino ChA dà molti più effetti avversi non gravi e gravi di BNT. Fra questi, i casi gravi correlati a trombocitopenia e trombi venosi hanno una frequenza di un caso ogni 9mila dosi di ChA. Gli effetti avversi gravi correlati a trombosi venosa cerebrale o splancnica e/o a trombocitopenia sono più frequenti nei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni e nelle donne in età fertile (0,5 casi ogni 10mila dosi). Ancora, il gruppo di ricerca ha evidenziato che le morti correlate a trombosi venosa cerebrale o splancnica e/o a trombocitopenia sono più frequenti nei giovani adulti con età compresa tra i 18 e i 49 anni e sono uguali a 8 morti ogni milione di dosi somministrate

Il manoscritto dimostra che gli eventi avversi gravi determinati da BNT sono inferiori a quelli attesi. Questa osservazione suggerisce che gli effetti avversi dei vaccini anti-Covid sono sottostimati. Dunque, gli effetti avversi determinati da ChA potrebbero essere anche 2-4 volte superiori a quelli riportati. Lo studio prende in considerazione i meccanismi per i quali ChA potrebbe determinare eventi tromboemorragici e ipotizza (“ma non dimostra”, spiegano dal team di ricerca) che “il numero di effetti avversi determinati da ChA sia simile a quello determinato dal vaccino anti-Covid19 Johnson & Johnson”, aspetto questo che è in fase di ulteriore studio da parte del gruppo di ricerca guidato dal professor Nocentini. 

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