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Vaccini Coronavirus, da Pfizer ad Astrazeneca: il dettaglio della situazione in Umbria

Fino ad ora sono state consegnate poco più di 101mila dosi, circa 55mila quelle somministrate: “Efficienza di somministrazione, ma carenza di dosi consegnate”. Tutti i dettagli

A che punto è la campagna di vaccinazione contro il Coronavirus in Umbria? Numeri, progressi e criticità sono stati illustrati nella conferenza stampa che la task force Covid della Regione Umbria ha tenuto questa mattina per il consueto aggiornamento sulla situazione dell’emergenza sanitaria.

Ad oggi, sono 101.770 dosi consegnate e 54.650 quelle utilizzate. Nel dettaglio, per quanto attiene ad Astrazeneca, sono state 21.800 le dosi consegnate, in utilizzo fino al 6 marzo sono 16.209 e 16mila le dosi già programmate per un saldo di 691 rimanenti. Il vaccino Pfizer (somministrato ad over 80 e sanitari) conta di 71.370 dosi consegnate, di cui utilizzate 52.650. La seconda dose già programmata vede 18.720 dosi per un saldo pari a 0. Ogni settimana vengono somministrate 11.700 dosi, ossia il totale dell’approvvigionamento. Del vaccino Moderna (ultra 80ennei fragili a domicilio) sono state consegnate 8.600 dosi, utilizzate 2.000.

Il punto sul vaccino ha fornito ai tecnici della Regione l’occasione di ribattere alle polemiche che in questi giorni si sono accese attorno alla campagna di vaccinazione regionale. “Problema di macchina vaccinale o di risorse di base?”, ha commentato il direttore regionale della salute, Claudio Dario, che attraverso alcune tabelle ha sottolineato come l’Umbria sia “terzultima in Italia in quanto a dosi consegnate ogni centomila abitanti e penultima per dosi somministrate”.

C’è dunque un problema di approvvigionamento che, se venisse risolto, garantirebbe all’Umbria una “efficienza di somministrazione ogni milione di abitanti” che porterebbe la regione ad essere “quarta in Italia dopo Valle d'Aosta, Molise e Basilicata”.

Per questo sono state chieste “non solo 16mila dosi per avvicinarci alla media di distribuzione nazionale” ma anche “altre 50mila dosi per poter affrontare l’attacco che l’Umbria ha ricevuto prima degli altri”.  

Ci sarebbe dunque una “efficienza di somministrazione ma una carenza di dosi consegnate” a fronte di una “capacità di vaccinazione pari a 35.700 dosi/settimana e 140mila dosi/mese grazie a 37 team vaccinali, 770 medici di medicina generale e fino a 12 team vaccinali itineranti”.

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