Venduto all’asta per poco più di 400mila euro il Teatro Sociale di Amelia

Il bene è stato aggiudicato ad una società di investimenti immobiliari. La Società Teatrale: nessun pericolo per la destinazione dell’immobile, noi continueremo la nostra missione culturale a servizio della comunità

Venduto. Il Teatro Sociale di Amelia è stato aggiudicato all’asta ad una società che si di investimenti immobiliari per la cifra di 414mila euro a fronte di una offerta minima prevista da 206mila euro. Oltre alla società che si è poi aggiudicata il bene, all’asta hanno partecipato altri tre soggetti.

L’asta è stata celebrata lo scorso 17 novembre dopo il rinvio di aprile causato dall’emergenza Coronavirus. L’aggiudicazione avviene comunque con riserva: l’ultima parola spetta infatti alla Sovrintendenza che potrebbe esercitare un diritto di prelazione su un bene storico e vincolato.

Dalle prime informazioni, il nuovo proprietario del teatro, oltre a mantenerlo sede di eventi culturali, avrebbe l’intenzione di “aprire” lo stabile alla comunità con l’organizzazione di eventi e la disponibilità per eventuali cerimonie. Dettagli e progetti che saranno comunque oggetto di un confronto con la Società Teatrale e con l’amministrazione comunale.

LEGGI | Ecco perché il Teatro Sociale di Amelia è finito all’asta

A seguito della vendita del teatro, la Società Teatrale – fino a poche ore proprietaria dello stabile – ha rilasciato una nota. “Abbiamo cercato in questi ultimi due anni, in tutti i modi leciti e possibili, di evitare che un bene unico e prezioso come il settecentesco Teatro Sociale, di valore culturalmente inestimabile, ma materialmente valutabile in oltre un milione di euro, fosse alienato, come ieri è avvenuto e per giunta per una somma del tutto inadeguata per un bene di rilevante importanza sociale e di pubblico interesse”.

“Quanto alla destinazione dell’immobile alle attività artistiche proprie della sua secolare vocazione – spiega la Società Teatrale presieduta da Riccardo Romagnoli - non sussiste alcun pericolo. Il teatro dagli anni ‘80 è stato sottoposto, per specifica iniziativa della Società Teatrale, a vincolo architettonico da parte del ministero dei beni culturali e non è pertanto soggetto a mutamenti di destinazione, che peraltro non ritengono siano nelle intenzioni dei nuovi acquirenti. La Società Teatrale continuerà a svolgere la sua missione culturale al servizio della comunità nei modi e nei tempi che nei prossimi giorni non mancheremo di rendere noti”.

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