Allarme sicurezza, la videosorveglianza c’è ma non ci vede

Almeno quaranta telecamere in città, ma da oltre un anno al comando della polizia locale funziona soltanto un monitor per visualizzare le immagini.  E gli agenti non hanno porte e vetri blindati né videocitofono

A sottolineare il rischio di “conseguenze gravi in termini di gestione della sicurezza urbana” è il comandante della polizia municipale di Terni, colonnello Federico Boccolini. E lo fa nel documento istruttorio in cui definisce “necessario e indifferibile realizzare l’ammodernamento e l’adeguamento della struttura della centrale operativa della polizia municipale di Terni”.

Il motivo di tanta urgenza sta nel fatto che “da oltre un anno un solo monitor di visualizzazione delle immagini del sistema di videosorveglianza comunale risulta funzionante, con conseguenze gravi in termini di gestione della sicurezza urbana”. Sulla città sono attive una quarantina di telecamere relative al sistema di videosorveglianza gestito dagli agenti della polizia municipale. Sul turno delle 24 ore, sono tre gli agenti che si alternano al controllo delle immagini e che dunque tengono sotto controllo i video disponibili nella centrale operativa. Il sistema funziona però a scartamento ridotto perché, rispetto al complesso dei monitor disponibili, da “oltre un anno” ne funziona soltanto uno.

Questo si traduce di fatto nella impossibilità di sfruttare a pieno le potenzialità del sistema che, al contrario, in più occasioni si è rivelato importante, soprattutto per contrastare atti di vandalismo e microcriminalità.

Nello stesso documento – con il quale si chiede di poter disporre di risorse per 20mila euro – si accenna poi alle carenze che il comando in corso del Popolo subisce in termini di sicurezza. “Le misure di sicurezza passive del personale che opera nella centrale operativa soprattutto nelle ore notturne sono insufficienti, in quanto il locale si trova all’ingresso del piano terra della palazzina degli uffici comunali di corso del Popolo” ed è “attualmente sprovvista di porte e vetri blindati nonché di videocitofono”.

Per questo si chiede di procedere alla rendicontazione delle spese da sostenere con i fondi vincolati nell’ambito del patto per Terni sicura, così da avere risorse a disposizione e rendere sicura la città e la centrale operativa della Municipale.

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