Economia

Acciai Speciali Terni, verso il ritorno alla produzione del magnetico: in arrivo 250 posti di lavoro

I sindacati chiedono la salvaguardia degli assetti impiantistici, occupazionali e salariali. A breve potrebbero emergere dettagli sul futuro del sito produttivo ternano

Il piano industriale di Arvedi per Acciai Speciali Terni, al momento, non si conosce. Tuttavia nella sua prossima visita in città, come annunciato dal sindaco Leonardo Latini, qualche dettaglio potrebbe emergere. Le organizzazioni sindacali hanno nuovamente inviato una richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico per richiedere un tavolo con la partecipazione di rappresentanti della ThyssenKrupp, chiedendo la salvaguardia degli assetti impiantistici, occupazionali e salariali oltre che dei volumi produttivi. Il 30 settembre si conclude all’Ast l’anno fiscale ottobre 2020-settembre 2021, e i volumi di acciaio colato supereranno il budget di un milione di tonnellate, mentre non si hanno notizie sul conto economico. Gli impianti, nonostante il buon risultato, non sono saturati, Acciai speciali Terni potrebbe produrre almeno 1,5 milioni di tonnellate. Da più parti si parla di un ritorno al magnetico ed, in tal senso, gli indizi non mancano. Il cavaliere Giovanni Arvedi ha sempre puntato a produrre il grano non orientato. Prima della chiusura nel 2005 di ES, Electric Steel, ex reparto magnetico di Ast, le produzioni erano di 200 mila di grano non orientato e 100 mila di grano orientato. Per il grano non orientato è già disponibile l’area a caldo, cioè l’acciaieria e il treno a caldo, mentre va rimontato il treno di laminazione a freddo, il quale era ubicato dove oggi c’è Pix2. Un investimento non eccessivo, ma con il ritorno al magnetico potrebbero essere assunti almeno 250 nuovi lavoratori.

I vecchi dirigenti e tecnici del magnetico, con le loro conoscenze e il possesso di cognizioni specifiche del mestiere, potrebbero essere impiegati a dare una mano per il rilancio del prodotto. Quello che è certo, come denunciato più volte da Federmanager, occorre puntare a maggiori volumi che rilancerebbero il sito di viale Brin, compresa la produzione di acciaio inossidabile. Prima dell’acquisizione del sito ternano, occorre l’approvazione da parte della Commissione Europea, prevista entro il primo semestre del 2022. Intanto il 30 settembre scade l’accordo ponte tra sindacato e direzione di Ast. Le segreterie territoriali di Cgil Cisl Uil si rivolgono a ThyssenKrupp nel: "Gestire il periodo di transizione con intelligenza per effettuare questo passaggio di consegne con la massima serenità, evitando inutili tensioni che screditano le corrette relazioni che TK ha avuto in occasioni simili nel passato”.

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