Acciai Speciali Terni, Massimiliano Burelli: "I competitor europei hanno continuato a lavorare togliendo i clienti a chi non lavora"

L'analisi dell'amministratore delegato di Ast: "Non è difficile immaginare un il bilancio 2019-20 non certamente brillante"

foto di repertorio

Il Coronavirus sta mettendo in ginocchio il paese, si prospetta un futuro di lacrime e sangue e anche per Ast, il più grande stabilimento siderurgico del centro Italia, le prospettive non sono buone. Il management è riuscito a fare ripartire le produzioni ma per l’amministratore delegato Massimiliano Burelli lavorare sugli attuali ritmi: “Non è difficile immaginare un il bilancio 2019-20 non certamente brillante a meno che il Governo non intervenga con misure straordinarie e trasformi i soldi del monopoli in soldi veri” ha dichiarato nel corso di un seminario interattivo organizzato da Siderweb. Mentre in Italia era tutto fermo per decreto, negli altri paesi si è continuato a produrre: “I competitor europei hanno continuato a lavorare, togliendo i clienti a chi non lavora” e così non va bene.

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Per non aggravare ulteriormente il bilancio il management di viale Brin è intenzionato ad una stretta attenzione dei costi e a non procedere con gli investimenti programmati, non fondamentali. Nonostante le difficoltà nel mese di aprile dovrebbero essere prodotte 50 mila tonnellate di acciaio, ma la ripartenza è stata non facile. Oggi l’azienda ternana è presa a modello da altri, per quanto è stato fatto per mettere in sicurezza i lavoratori contro il codiv-19: “Anche per la collaborazione costruttiva con le organizzazioni sindacali e istituzioni, sono state apportate modifiche sostanziali per riprendere le attività produttive. La sicurezza rimane la priorità assoluta”. Se sarà necessario, per recuperare produzione, Ast potrebbe non chiudere nelle due settimane tradizionali di agosto, ma l’amministratore delegato dovrà parlarne con le parti sociali per trovare la soluzione.

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