Acciai Speciali Terni, la richiesta a causa dell'allerta Coronavirus: "Mettere in cassa integrazione i lavoratori"

Le Rsu di Ast di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb. “In una condizione di eccessiva difficoltà, di paura e di grande rabbia per l’impotenza che si prova di fronte ad una pandemia per ora difficilmente arrestabile, lavorare è veramente complicato"

foto di repertorio

Alla lettera inviata ieri ai lavoratori di Acciai Speciali Terni dall’ad Massimiliano Burelli rispondono le Rsu di Ast di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb. “In una condizione di eccessiva difficoltà, di paura e di grande rabbia per l’impotenza che si prova di fronte ad una pandemia per ora difficilmente arrestabile, lavorare è veramente complicato. E lo è di più quando si ha la percezione di subire diverse provocazioni da chi in azienda è ai vertici e comodamente da casa ci dice che possiamo stare tranquilli e lavorare serenamente. E lo è ancora di più quando si ha la consapevolezza che l’area caldo per diverse legittime ragioni è ferma da giorni e lo sarà almeno fino a venerdì, producendo nei prossimi giorni un inevitabile scarico delle linee dei freddi e, nel contempo, si ricerca strumentalmente con una serie di azioni probabilmente programmate, il contrasto sindacale e le iniziative di mobilitazione.

Certo è facilmente comprensibile - affermano i firmatari - meglio far pagare i lavoratori con una settimana di scioperi, che accedere alla CIGO e lasciarli a casa con la dovuta copertura economica. E lo si è ancora di più, quando si tenta di minimizzare e semplificare troppo, una roba che è contrariamente enorme e pericolosa e riguarda gli operatori, i loro cari e l’intera cittadinanza che è stata sempre vicina e oggi merita la conseguente risposta da parte nostra e i numeri giornalieri in costante crescita ne sono purtroppo una concreta testimonianza.

Con tutta questa responsabilità, si lavora con eccessivo sacrificio e soprattutto si opera costantemente con due significativi rischi, quello di contagiarsi e quello di infortunarsi. In questa fase di questa natura, per quanto ci riguarda, occorre un forte segno e senso di responsabilità, scelte condivise e saper dimostrare le parole che si pronunciano e che si scrivono”. Le Rsu di Ast chiedono di mettere in cassa integrazione ordinaria tutti i lavoratori di Ast al fine di contrastare con forza e determinazione la diffusione del contagio in città, e chiedono alla direzione aziendale di devolvere l’equivalente delle 48 ore di sciopero (giovedì e venerdì, scorso, ndr), sostenute dai lavoratori di Ast all’azienda ospedaliera di Terni. A tal proposito le segreterie territoriali hanno richiesto un esame congiunto alla direzione aziendale per valutare la situazione in essere.

La FIALS regionale scrive all’assessore regionale alla salute e politiche sociali Luca Colletto

Lettera del segretario regionale FIALS Mario Bruni che riportiamo: “Considerate le condizioni di sicurezza e prevenzione in cui versano le Aziende dell’Umbria che rischiano di esporre direttamente personale ed utenti a possibile contagio sia rispetto alla mancanza di adeguati presidi di sicurezza ma soprattutto alla messa in essere dei relativi percorsi sanitari e protocolli attuativi tra tutte le aziende, la scrivente viene a richiedere che codesto Assessorato metta a disposizione, di ogni singola azienda, personale qualificato ed esperto nei sistemi di prevenzione sanitaria, preferibilmente di provenienza dalla protezione civile o dall’esercito - chiude - con il compito di un diretto supporto alle Direzioni Generali”.

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