Acque Sangemini: “La proprietà non sta rispettando i patti. Chi governa deve assumersi le proprie responsabilità”

La nota dei consiglieri comunali Fausto Proietti (Tradizione e progresso); Stefano Giammugnai e Ulisse Nori di San Gemini bene comune

foto di repertorio

Sono giorni piuttosto tormentati quelli che sta attraversando il brand delle acque minerali San Gemini. Le reazioni, anche a livello di parlamentari e consiglieri regionali, non si sono fatti attendere dopo la call conference tra la società AMI (proprietaria anche dello stabilimento della Sangemini) e le organizzazioni sindacali territoriali. I consiglieri comunali sangeminesi Proietti (Tradizione e progresso); Giammugnai e Nori (San Gemini bene comune) hanno diffuso una nota con la quale esprimono tutta la loro preoccupazione per il presente e futuro dei dipendenti.

Durante l’incontro la proprietà: “Ha tenuto a precisare che le trattative debbono essere solo ed esclusivamente di natura nazionale. Questo consente alla stessa di diluire i tempi, vista anche la contingenza COVID-19 con i blocchi che oramai tutti conosciamo e di evitare una trattativa territoriale con le istituzioni locali umbre, tra queste soprattutto la Regione Umbria che è la concessionaria dello sfruttamento delle acque e dei marchi Fonti Sangemini, Fabia, Amerino e Grazia e altri.

Secondo noi – affermano i consiglieri - questo è il vero nodo, la proprietà non sta’ rispettando i patti sottoscritti nel 2018 con i sindacati e la Regione Umbria e questo è inaccettabile. Perciò riteniamo che il silenzio della Presidente Tesei, non sia accettabile così come quello del comune di San Gemini. Nelle scorse settimane il Sindaco Clementella, aveva annunciato di personali contatti con la proprietà AMI e rassicurato tutti sulla volontà aziendale di proseguire con un dibattito serio e puntuale, rimarcando la volontà della AMI nel garantire la sopravvivenza ed anzi nel rilanciare i marchi legati allo stabilimento Sangemini, che sono la storia del nostro territorio e rappresentano una fetta importante della stessa Umbria e Italia.

Che fine hanno fatto questi buoni propositi? – si domandano i consiglieri - Siamo convinti che sia necessario un tavolo convocato dalla Regione Umbria con i sindacati, i comuni interessati e la proprietà da cui la stessa non possa sottrarsi, per riportare la vertenza a livello locale. Auspichiamo che si faccia fronte comune tra le forze politiche, sia quelle che sono al Governo nazionale sia quelle che governano la Regione dell’Umbria e i comuni del territorio, ci deve essere un obiettivo comune, lavorare insieme per risolvere in modo definitivo la questione Sangemini, senza guerre di posizionamento politico e malcelati interessi personali a seconda del proprio tornaconto elettorale, in gioco c’è il futuro di molte famiglie che oggi rischiano tantissimo.

Chi governa deve prendersi le proprie responsabilità, sia chi è al Governo regionale e locale e sia chi è a quello nazionale. La strada è già tracciata da quel documento, sottoscritto lo scorso 17 febbraio e che il sindaco di San Gemini deve riprendere in mano il filo del discorso avviato e spingere sulla Regione Umbria e sulla Presidente Tesei perché la proprietà venga messa definitivamente di fronte alle proprie responsabilità. Di pari passo, cogliendo la disponibilità dei parlamentari Umbri e di esponenti del Governo nazionale, si riporti sul tavolo del MISE la questione del Gruppo AMI, facendo bene attenzione, perché a nostro avviso gestire le problematiche dello stabilimento Sangemini all’interno della crisi di tutto il gruppo AMI sarà penalizzante per il nostro sito. I comportamenti del gruppo AMI hanno dimostrato, in questi anni, sia negli investimenti, sia nella strategia delle vendite che non c’è lo stesso interesse per tutti i poli, nonostante gli impegni sottoscritti negli anni con il polo San Gemini.

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Ancora una volta ribadiamo il nostro appoggio incondizionato ai lavoratori - concludono - che oggi vivono momenti di grande apprensione, alle Rsu e ai sindacati assicurando a tutte le forze politiche e ai sindaci del territorio, la nostra collaborazione, continueremo a vigilare, a proporre e a sostenere tutte le iniziative che vadano in direzione della risoluzione positiva e definitiva della vertenza Sangemini, convinti che se solo saremo tutti uniti possiamo farcela”.

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